Massimo Amicosante ci ha lasciato

Massimo Amicosante è deceduto a soli 49 anni il 1 ottobre in un tragico incidente, mentre suonava a Sofia la sua chitarra elettrica.

Massimo era stato appena chiamato come Professore associato nel settore disciplinare Patologia Generale presso il Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione del nostro Ateneo. 

Laureatosi in Biologia presso l’Università di Roma “La Sapienza”, si è specializzato in Microbiologia e Virologia a “Tor Vergata” e nella nostra Università ha anche conseguito il Dottorato in Immunologia e Biotecnologie Applicate. Ha iniziato la sua collaborazione con il Prof. Cesare Saltini nel 1993 come assegnista di ricerca presso l'Università di Modena, ove compì importanti studi sulla diagnosi immunologica della tubercolosi latente. È stato per un periodo di 3 anni tecnico laureato all’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”, e in ambito internazionale è stato “senior research officer” nel Dipartimento di Immunologia della Royal Post Graduate Medical School all’Hammersmith Hospital di Londra. Nel 2005 ha preso servizio come ricercatore presso la cattedra di Malattie Respiratorie (settore Biochimica Clinica) della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” (Prof. Cesare Saltini), ove sviluppò una importante linea di ricerca in vitro ed in silico, che gli permise di definire il meccanismo molecolare risposta immune ad un agente occupazionale, il berillio. Ha continuato fino ad oggi a dare un importante contributo agli studi sulla immuno-patogenesi delle malattie interstiziali polmonari. Nella sua attività di ricerca strutture importanti sono stati il Laboratorio di Immunologia e Patologia generale del Dipartimento di Biologia (Prof. Vittorio Colizzi) e il Centro di Servizi Interdipartimentali della Stazione per la Tecnologia Animale (Prof. Maurizio Mattei).

Una sua esperienza scientifica e umana particolarmente significativa che ha influenzato anche la sua vita personale è stata quella che ha svolto come esperto europeo nel Progetto di supporto al Centro per bambini immunodepressi di Bengasi, dopo aver contribuito a dimostrare l’estraneità delle infermiere bulgare nell’infezione nosocomiale di HIV/AIDS nell’Ospedale Pediatrico di Bengasi (Libia). Subito dopo si è occupato del Progetto Europeo Italia-Bulgaria di rafforzamento delle capacità tecniche del Ministero della Sanità della Bulgaria, lavorando come responsabile di progetto presso l’Istituto Nazionale di Malattie Infettive e Parassitarie della Bulgaria. In Bulgaria Massimo si è inserito come esperto europeo, ha fondato una Startup italo-bulgara e lì ha trascorso gli ultimi 10 anni della sua vita scientifica e personale. Ormai in vista della promozione a Professore associato di Patologia Generale presso il Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione, Massimo aveva intrapreso lo studio e l’applicazione di nuove metodologie, immunologiche e molecolari, alla diagnosi della tubercolosi nel contesto di un vasto programma di prevenzione e cura della tubercolosi in HIV in Mozambico (Prof Leonardo Palombi). Questo gli avrebbe permesso di mettere, finalmente, a frutto le nuove idee,  tecnologie e brevetti da lui sviluppati in dieci anni di inteso lavoro.

Massimo lascia tre figli, due ragazzi universitari e una bambina di 7 anni, e la sua amata Maria. Lascia anche molti colleghi ed amici italiani, europei e africani con cui ha condiviso intere giornate di ricerca scientifica e di vita vissuta con esperienze umane e professionali di alto valore sociale.

Con profonda e sincera commozione, il Rettore, insieme a tutta la Comunità universitaria, si stringe alla famiglia.