L'Ateneo di "Tor Vergata" alle Nazioni Unite

Il Rettore Giuseppe Novelli a New York chiede più attenzione a ricerca di qualità per affrontare le problematiche globale quali le malattie non trasmissibili

In vista dell’Assemblea Generale che si terrà nel mese di settembre alle Nazioni Unite sul tema della prevenzione e controllo delle malattie non trasmissibili, il Presidente Miroslav Lajčák ha indetto un Interactive Hearing aperto a istituzioni e società civile.

L’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, accreditata presso le Nazioni Unite, è stata rappresentata – dal Rettore Giuseppe Novelli.

“Le università possono offrire un contributo fondamentale attraverso la formazione – ha sottolineato il Professor Novelli nel suo intervento a New York – per una ricerca di qualità. Dobbiamo investire nei giovani ricercatori, aumentando il programma di sostegno alle idee innovative; facilitare la transdisciplinarità, l’interazione trasversale dei saperi; favorire una forte connessione tra ricerca-industria-università per una strategia win-win-win; incoraggiare la partecipazione alla scienza di molti settori della popolazione, tenendo presente le diversità; considerare l'innovazione tecnologica in modo positivo, perché innovazione e ricerca sono motori di economia e progresso che coinvolgono la società (innovazione sociale); infine, attuare una scienza veramente "aperta", poiché la diffusione della conoscenza è essenziale per lo sviluppo di una società più forte e resiliente”.

Le istanze presentate durante l’Interactive Hearing sono ora al vaglio dei Rappresentanti Permanenti che comporranno l’agenda del Third High-Level Meeting della General Assembly sul tema della prevenzione e controllo delle malattie non trasmissibili del prossimo settembre.

Tra le principali malattie non trasmissibili (NCDs), uno degli effetti dell’aumento dell'aspettativa di vita conquistato nel XX secolo: malattie cardiache, diabete, cancro e malattie respiratorie croniche. Il loro minaccioso peso sociale preoccupa governi ed enti quali Nazioni Unite, Banca Mondiale e Organizzazione Mondiale della Sanità. Solo nel 2015, le NCDs hanno ucciso 15 milioni di persone tra i 30 e i 70 anni.