SIMONA RANALLO DI ‘TOR VERGATA’ TRA I FINALISTI DEL PREMIO PRIMO LEVI

Il premio, bandito dal Gruppo Giovani della Società Chimica Italiana, sarà assegnato nei prossimi giorni

C’è anche ‘Tor Vergata’ tra i 10 finalisti del Premio Primo Levi, che sarà assegnato nei prossimi giorni dal Gruppo Giovani della Società Chimica Italiana a un giovane autore di una ricerca condotta in Italia, originale e di ampio interesse per le Scienze Chimiche, pubblicata su una rivista scientifica internazionale in versione finale nel corso del 2019.

Simona Ranallo, 33 anni, romana, ricercatrice post-Doc nel Laboratorio di Biosensori & Nanomacchine guidato dal Prof. Francesco Ricci presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche del nostro Ateneo, è nella rosa che ha avuto accesso alla seconda fase di valutazione del Premio, a cura di una commissione nominata ad hoc che racchiude personalità interne alla SCI ed esperti italiani operanti all’estero.

Laureata in Chimica all’Università di Roma Tor Vergata, Simona ha conseguito nel nostro Ateneo anche il Dottorato di Ricerca in Scienze Chimiche, durante il quale ha svolto due periodi di ricerca all’estero rispettivamente presso la University of California Santa Barbara e la Université de Montréal. Nel 2019 ha ottenuto una borsa Marie Skłodowska Curie Global Fellowship, grazie alla quale potrà svolgere la sua attività di ricerca per due anni presso la University of California Santa Barbara e per il successivo anno a Tor Vergata.

Simona è stata scelta tra i 10 finalisti per il suo lavoro dal titolo “Orthogonal regulation of DNA nanostructure self-assembly and disassembly using antibodies” pubblicato sulla rivista Nature Communications. Lo studio dimostra la possibilità di utilizzare anticorpi IgG, importanti marker nella diagnosi e nella terapia di numerose malattie, come strumenti molecolari per guidare l’assemblaggio o il disassemblaggio di nanostrutture costituite da DNA sintetico.

Questa strategia dimostra che è possibile progettare nanostrutture intelligenti in grado di formarsi e distruggersi in presenza di uno specifico marker e pertanto potrebbe avere potenziali applicazioni in ambito biomedico, diagnostico e terapeutico.

Il lavoro ha suscitato un grande interesse mediatico: sono stati infatti pubblicati diversi articoli su riviste di divulgazione scientifica (NanoWired, EurekAlert, PhysicsWorld) e in altri mezzi di informazione nazionali e internazionali (ANSA, SkyTg24, ecc).

Per maggiori info sul lavoro di Simona Ranallo:

https://bit.ly/3jCywOW

https://go.nature.com/3hDr6cw


A cura dell’Ufficio Stampa d’Ateneo