Tor Vergata nel progetto “Impronte a sud” per la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie

I cittadini protagonisti per la costruzione di un bene comune

Nell’ambito del progetto “Impronte a sud – Welfare Lab” l’immobile confiscato al re del videopoker Gioachino Campolo diventerà patrimonio della comunità. Che cosa nascerà nell’antico palazzo anni ’30 confiscato alla mafia, in via Possidonea, a Reggio Calabria? Un’associazione culturale, uno spazio per l’imprenditoria giovanile, una sala studio, una casa di ricovero per giovani, un centro di aggregazione per gli anziani…molte le idee, da costruire insieme. Il progetto è stato presentato venerdì 4 settembre in Piazza Castello e i cittadini di Reggio Calabria ne saranno i protagonisti, attraverso la costruzione di uno spazio comune e la realizzaizone di quello che avverrà in futuro all’interno del bene confiscato. Le differenti attività, tra loro interconnesse, saranno legate da un unico filo conduttore: l’attenzione ai bisogni della comunità e alla sua crescita in termini di sviluppo, opportunità, diritti, responsabilità condivisa.

Il progetto, della durata di tre anni, si colloca nell'ambito del bando per la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie 2019 ed è promosso dal Consorzio Macramè con la collaborazione della Fondazione con il Sud, in partenariato con numerosi enti tra associazioni, cooperative sociali, istituzioni locali e università.
L’Università Roma “Tor Vergata”, tra i partner del progetto, si occuperà della Comunicazione, in particolare delle attività di Public Engagement e della loro  valutazione, con “l’obiettivo di coinvolgere i cittadini in una progettazione partecipata e innescare  un cambiamento culturale”,   ha sottolineato Andrea Volterrani, sociologo, ricercatore a “Tor Vergata” e responsabile Comunicazione del progetto “Impronte a sud”, intervenuto in Piazza Castello.  «Con questo progetto di economia sociale  “Tor Vergata“ avrà l’occasione di coordinare e supervisionare la sperimentazione di una strategia di comunicazione che preveda il coinvolgimento delle persone e delle comunità del quartiere centrale di Reggio Calabria che vivono intorno al bene confiscato. Inoltre, - continua Volterrani - avrà il compito di valutare le attività che saranno poste in essere attraverso l’uso dei locali del bene confiscato, attraverso metodologie quantitative e qualitative adeguate alla diversa tipologia di attività, come questionari, interviste in profondità, focus group, fishbowl».

«Da qualche mese abbiamo avviato i lavori di ristrutturazione dell’immobile confiscato, un palazzo anni ‘30 che abbiamo avuto in assegnazione nel 2017 dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria mediante procedura a evidenza pubblica»,hanno raccontato Cristina Ciccone e Laura Cirella, rispettivamente la vicepresidente e la responsabile area economia sociale del Consorzio Macramè. La prima fase del progetto vede alcuni dei partner, quali la Città Metropolitana di Reggio Calabria, proprietaria dell’immobile, La Casa di Miryam cooperativa sociale e l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, direttamente coinvolti nella ristrutturazione dell'immobile.

L’incontro, che si è tenuto anche in diretta streaming sulla pagina facebook del Consorzio Macramè, è stato l’occasione non solo per ascoltare il racconto del bene confiscato direttamente dalla voce dei partner attivamente coinvolti nel progetto ma anche per ascoltare i cittadini e accogliere le loro proposte. L’evento è stato introdotto dalla proiezione di un video che ha raccolto le idee e le interviste di alcuni cittadini che vivono e lavorano nei pressi di via Possidonea, dove si trova l’immobile, seguito dall’intervista a Giuseppe Baldessarro, giornalista che ha scritto dell’inchiesta a Gioacchino Campolo e si è concluso con il bonus track del cantautore-contadino Nino Quaranta.

È possibile rivedere la diretta sulla pagina facebook del Consorzio Macramè https://www.facebook.com/consorziomacrame/

Sono partner del progetto:

L’Associazione Calabrese di Epatologia ONLUS, l’Associazione Territoriale UNSIC di di Borrello UNSIC RC/387, la Città Metropolitana di Reggio Calabria, il Comune di Reggio Calabria, il Consorzio Idea Agenzia per il Lavoro, la Fondazione Ebbene, la Fondazione Finanza Etica,  “La Casa di Miryam cooperativa sociale, la cooperativa “La nostra Valle”, Rose Blu cooperativa sociale, la cooperativa Social-Hub, la società nazionale di Mutuo Soccorso Cesare Pozzo, la cooperativa sociale Sole Insieme,  l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, l’Università per stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria.

A cura dell’Ufficio Stampa di Ateneo