Borse Fondazione Veronesi a tre ricercatrici di “Tor Vergata”

Premiate in diretta streaming

Tra i vincitori delle 133 borse di ricerca messe a disposizione dalla Fondazione Umberto Veronesi ci sono anche tre ricercatrici di “Tor Vergata” che svilupperanno i loro progetti di ricerca in Ateneo: Anastasia De Luca, Biologia Cellulare e Molecolare Costanza Montagna, Biologia Cellulare e Molecolare, Marianna Rossetti, Scienze Chimiche. La premiazione si è svolta in direttastreaming lo scorso 25 marzo.

Anastasia De Luca, PhD in Biologia Cellulare e Molecolare presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, studierà il ruolo del rame nella progressione del tumore al seno triplo negativo.

Il rame è un metallo indispensabile per le cellule del nostro organismo: i suoi livelli vengono controllati da proteine specifiche, poiché sia l’eccesso che la carenza sono nocivi per la salute umana. Obiettivo del progetto sarà studiare il ruolo del rame e delle proteine coinvolte nella sua regolazione durante la cosiddetta “transizione epitelio-mesenchimale” (EMT) – un processo che consente il distacco di cellule del tumore primario per formare metastasi – nel tumore al seno triplo negativo. La ricercatrice, come ha spiegato sulle pagine di “Repubblica” analizzerà “anche la capacità di componenti dell’olio d’oliva nel modulare la formazione di metastasi per verificare la possibilità di usare molecole di natura vegetale come agenti terapeutici”.

Costanza Montagna, PhD in Biologia Cellulare e Molecolare presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, si occuperà di analizzare il ruolo dell’enzima antiossidante GSNOR nel rabdomiosarcoma.

Il rabdomiosarcoma è un tumore dei cosiddetti “tessuti molli” (muscoli, legamenti, cartilagini, adipe) che colpisce principalmente i bambini. Obiettivo del progetto sarà studiare il ruolo dell’enzima antiossidante S-nitroso-glutatione reduttasi (GSNOR) nell’insorgenza e lo sviluppo del rabdomiosarcoma.

Studi recenti hanno infatti individuato come possibile causa del rabdomiosarcoma una eccessiva produzione di specie reattive all’ossigeno (ROS), molecole molto reattive che possono causare danni alle cellule. Risultati preliminari suggeriscono che GSNOR abbia un duplice ruolo protettivo contro il tumore, riducendo la quantità di ROS e promuovendo la corretta maturazione delle cellule muscolari, e la ricerca permetterà di confermare questi meccanismi.

Marianna Rossetti, PhD in Scienze Chimiche presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata", lavorerà al monitoraggio di anticorpi per la diagnosi del cancro al seno.

La diagnosi precoce e il monitoraggio della risposta alle terapie rimangono cruciali per valutare il decorso del cancro al seno.

Nel 2020 è stato sviluppato un dispositivo rapido, accurato, portatile, facile da usare e a basso costo che consente il rilevamento di anticorpi nel sangue. Questo dispositivo ha dimostrato, a oggi, di essere promettente per il monitoraggio degli anticorpi nei trattamenti immunoterapici, ma necessita di essere ulteriormente potenziato per permettere la rilevazione diretta di auto-anticorpi nel sangue (cioè anticorpi diretti contro alcune cellule del proprio corpo) specifici per il cancro al seno. Leggi l’intervista

È possibile rivedere la cerimonia di premiazione sul sito della Fondazione Umberto Veronesi

A cura dell’Ufficio Stampa d’Ateneo