Aiutiamoli a casa loro - Rai 3, lunedì 29 gennaio ore 21.20

PresaDiretta approfondisce la cooperazione culturale e interuniversitaria per la formazione in Italia della futura classe dirigente del paese sub-sahariano

Quando si parla di migranti in fuga da guerre e povertà si fa presto a dire “aiutiamoli a casa loro”, ma come funziona davvero il Sistema Italia e come vengono strutturati e gestiti i progetti di cooperazione tra il nostro paese e il continente africano? I conflitti internazionali, le strategie del terrore, il freno agli scambi generano un pericoloso immobilismo anche culturale in un mondo segnato dai conflitti e dalle disuguaglianze di ogni tipo. Come rispondono le università, i centri di ricerca, le istituzioni scientifiche? Che ruolo possono giocare nella sfida al raggiungimento dei 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile individuati dalle Nazioni Unite e fissati nell’Agenda 2030?
L’impegno di “Tor Vergata”, in tal senso, è da tempo concreto e tangibile. L’Ateneo, che ha orientato la sua missione e visione allo sviluppo sostenibile, vanta numerosi esempi di forte cooperazione a livello didattico e formativo, quali l’Italian Centre for International Development (ICID), il Master MESCI per la cooperazione allo sviluppo, il Master di secondo livello in Economia dello sviluppo e cooperazione internazionale e  il Corso di Laurea Global Governance, per la formazione interdisciplinare di professionisti pronti a gestire le sfide dei fenomeni globali e la loro appropriata gestione.
Sul fronte internazionale, sono attivi numerosi programmi di ricerca congiunti (tematici e interdisciplinari), scambi accademici e convenzioni per il mutuo riconoscimento di crediti formativi con le più prestigiose università del mondo (oltre 500 gli accordi internazionali: bilaterali e di cooperazione culturale/scientifica). Degli oltre 100 corsi di studio, circa 20 sono a carattere internazionale. A febbraio, inoltre, partirà la IV edizione del Master in Public Procurement Management (www.masterprocurement.eu). Le prime edizioni hanno visto un significativo sostegno da parte del Ministero degli Affari Esteri – Direzione Cooperazione allo Sviluppo (che ha messo a disposizione 20 borse per la I edizione e 18 per la II edizione) e della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (EBRD), principale sostenitrice del master fin dall’inizio (tra le 15 e le 25 borse per tutte le 5 edizioni passate e per la sesta in avvio). Alla quarta edizione hanno partecipato due studenti Africani sostenuti dall’African Development Bank mentre per la VI edizione, in procinto di iniziare, sono state confermate 4 borse di studio, da assegnare a 4 studenti Africani provenienti da Gambia, Sierra Leone, Nigeria e Liberia.
Tutto questo, e molto altro, verrà raccontato il prossimo lunedì 29 gennaio alle 21.20 su Rai3, durante il nuovo appuntamento con PresaDiretta e la puntata intitolata “AIUTIAMOLI A CASA LORO”: un’inchiesta tra Italia e Africa per provare a capire quali sono i progetti che funzionano e quelli destinati a fallire.
“Le Università sono pronte a questa sfida – dichiara il Rettore di “Tor Vergata”, prof. Giuseppe Novelli – nella convinzione che la formazione e la valorizzazione del capitale umano siano uno dei fattori chiave per lo sviluppo sostenibile endogeno di quelle aree, una opportunità di crescita per l’Africa".
Le telecamere di Presadiretta hanno scelto tre realtà universitarie italiane, Roma “Tor Vergata”, Camerino e Parma, per raccontare come si formano i ragazzi che arrivano in Italia. Scelgono soprattutto facoltà come Medicina e Chirurgia, Infermieristica, Ingegneria, Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, Economia e Gestione Aziendale, Scienze e Tecnologie Agrarie e Forestali, perché proprio questi settori sono strategici allo sviluppo del loro paese. Generalmente si laureano in tempo e sono in molti che dopo la laurea, proseguono gli studi facendo master, dottorati di ricerca, scuole di specializzazione.
In questo contesto, un esempio virtuoso e indicativo è quello portato dal Camerun, dove la cooperazione culturale e interuniversitaria portata avanti attraverso i progetti di partenariato con i nostri atenei, assume un ruolo significativo per salvaguardare la conoscenza e per divulgare il sapere come via privilegiata per il dialogo. L’università diviene quindi volano per l’innovazione sociale via privilegiata per lo scambio e la cooperazione. È dagli anni 90 che gli studenti del Camerun scelgono il nostro Paese per completare la loro formazione universitaria. Rappresentano la comunità di studenti africani più numerosa nelle nostre università: nel corso di un decennio sono triplicati e sono circa 4mila le ragazze e i ragazzi del Camerun che hanno ottenuto un visto di studio dall’ambasciata italiana di Yaoundè.
Per la ricchezza culturale di cui sono portatori, questi immigrati costituiscono una risorsa che favorisce il plurilinguismo e l’internalizzazione della società italiana. È da noi che si forma una buona parte della futura classe dirigente del paese sub-sahariano. La diplomazia italiana lo ha capito e l’importanza di questo scambio la troviamo nelle parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita in Camerun a marzo scorso: “Sono molto fiero del fatto che l'Italia sia la terza destinazione europea scelta dai giovani camerunensi per intraprendere una formazione universitaria o post-universitaria e che l'italiano sia la terza lingua straniera più studiata. L'Italia guarda al continente africano con grande speranza”.
L’immigrazione camerunese in Italia produce ingegneri, esperti in economia, medici, farmacisti, architetti, agronomi, tecnici di laboratorio e numerosi esperti in relazioni internazionali.
Per vedere come questi ragazzi che studiano in Italia siano una leva per lo sviluppo della loro terra e quale contributo apportino in termini di innovazione una volta rientrati nel loro paese, le telecamere di Presadiretta sono andate in Camerun per raccontare la storia di Suzie, Didier, Serge, Assadio e di molti altri ragazzi che hanno portato “a casa loro” le competenze acquisite in Italia.

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