Trapianti, accreditamento JACIE per il progetto RTN

Il Rome Transplant Network, progetto che prevede la costituzione in Roma di una Rete Metropolitana dei Centri Trapianti di cellule staminali ematopoietiche, ha ottenuto l'accreditamento JACIE (Joint Accreditation Committee of ISCT Europe and EBMT)

RTN è l'acronimo per "Rome Transplant Network", progetto che prevede la costituzione in Roma di una Rete Metropolitana dei Centri Trapianti di cellule staminali ematopoietiche. Del Network, costituito nel 2006 e diretto dal prof. William Arcese, fanno parte, oltre al Policlinico di Tor Vergata, anche l'Ospedale Bambino Gesù, l'Ospedale Sant'Eugenio, l'Istituto Nazionale Tumori (INT) IFO-Regina Elena, l'Università Campus Biomedico, l'Ospedale San Giovanni-Addolorata e l'Ospedale Universitario Sant'Andrea. L'ambizioso progetto ha recentemente raggiunto un importantissimo traguardo, risultando conforme agli standard JACIE (Joint Accreditation Committee of ISCT Europe and EBMT) ed entrando così nel novero delle pochissime strutture meritevoli di tale blasone. Ad oggi, sono meno di dieci le strutture in Italia con tale certificazione.

Obiettivi principali del progetto RTN sono, tra gli altri: la condivisione da parte dei Centri Trapianto costituenti di tutti i processi, le procedure ed i protocolli clinici e di ricerca relativi all'attività trapiantologica; il mantenimento, per il personale medico ed infermieristico impiegato nei diversi Centri aderenti, di un costante e coordinato programma annuale di educazione e di formazione sanitaria, strutturato secondo i criteri ministeriali dell'ECM, inerente il campo specifico del trapianto di CSE; la costituzione di un unico data base dei pazienti trapiantati, che possa costituire casistica sufficientemente ampia ed uniforme, per criteri di selezione e trattamento, alla quale poter fare riferimento per ogni eventuale progetto di studio clinico; la realizzazione, nel complesso campo del trapianto di CSE, di un originale e virtuoso sistema di collaborazione multicentrica cittadina che possa anche valere per altri settori clinici quale modello di cooperazione sanitaria ad estensione metropolitana.

 

 

Leggi l'articolo completo sull'emagazine di Ateneo

Allegati