Azioni positive

CUG - Comitato Unico di Garanzia

È compito del Cug promuovere indagini e sviluppare progetti al fine di elaborare, in collaborazione con l'Amministrazione, politiche di conciliazione tra vita privata e lavoro applicando piani di azioni positive necessarie a tale scopo. Le Azioni positive sono altresì importanti al fine di garantire la piena parità di diritti tra donne e uomini che si trovano ad operare nell'ambiente accademico.


COSA SONO LE AZIONI POSITIVE? Introdotte nel nostro sistema nel 1991 con la Legge 125 del 10 aprile 1991 su raccomandazione della Comunità Europea, le Azioni positive sono uno strumento utile a rafforzare le politiche di pari opportunità. Mentre quest'ultime si limitavano a garantire l'uguaglianza formale tra tutti i cittadini come previsto dall'art.3.1 della Costituzione Italiana eliminando ogni forma di discriminazione basata in particolare sul sesso, al contempo risultavano insufficienti al fine di realizzare la piena uguaglianza sostanziale come disposto dal secondo comma dello stesso articolo 3 che prevede in aggiunta al riconoscimento dell'uguaglianza anche la rimozione degli ostacoli che impediscono la piena realizzazione della persona. Se da una parte le politiche di pari opportunità si impegnavano a rimuovere le discriminazioni dirette garantendo la piena uguaglianza tra i cittadini senza alcun tipo di distinzione, le azioni positive sono intervenute ad eliminare anche tutte le discriminazioni indirette laddove un diritto neutro che pur promuovendo l'uguaglianza tende a penalizzare persone che si trovano in particolari condizioni culturali, di provenienza o fisiche. Le azioni positive richiedono un intervento politico e giuridico, caratterizzato dalla provvisorietà della durata, che favorisca solo nei punti di partenza, senza influenzare in alcun modo i risultati, la categoria sociale o il genere discriminato per rendere più agevole e rapida la strada verso l'uguaglianza.
L'art. 48, comma 1, del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198 (Codice delle pari opportunità tra uomo e donna) prevede che le pubbliche amministrazioni predispongano Piani di Azioni Positive tendenti ad assicurare la rimozione degli ostacoli che, di fatto, impediscono la piena realizzazione di pari opportunità di lavoro e nel lavoro tra uomini e donne e che favoriscano il riequilibrio della presenza femminile nelle attività e nelle posizioni gerarchiche. Detti piani hanno durata triennale.
Come previsto anche dalla Direttiva dei Ministri per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione e per le Pari Opportunità in data 04.03.2011 (ad oggetto: "Linee guida sulle modalità di funzionamento del Comitati Unici di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni "), i Piani in questione rientrano sia nell'attività propositiva che in quella consultiva/di verifica assegnate al Comitato Unico di Garanzia istituito ai sensi dell'art. 57 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 testo vigente e dell'art. 21 della legge 4 novembre 2010, n. 183.