Sergio Poretti ci ha lasciato

Le idee migliori sono proprietà di tutti. (Seneca)

Credo non vi siano frasi migliori di questa, attribuita a Seneca, per ricordare un Collega e un Amico come Sergio Poretti.

 

Fin da quando, nel 1982, aveva scelto l'Università di Roma “Tor Vergata” per la sua attività, Sergio svolgeva ricerche nei settori della storia dell'ingegneria strutturale, della storia della costruzione e del restauro dell'architettura moderna.

I suoi studi sui Palazzi delle Poste di Roma durante gli anni del Fascismo, sulla Casa del Fascio di Como, sul Palazzo della Civiltà Italiana hanno profondamente influenzato le ricerche nel settore della storia della costruzione, all’interno di una visione dell’architettura degli Anni Venti e Trenta non puramente riducibile a esclusive opzioni ideologiche, a Mosca come a Roma come a Chicago o a New York.

Sergio aveva spostato, infatti, il centro dell’indagine e si era concentrato sull’opera. O, meglio: sull’opera costruita. E a questa indagine aveva dato i caratteri di una vera e propria investigazione. Così, proprio come un investigatore, raccoglieva “prove” negli archivi, nei documenti di cantiere, nelle foto, nella corrispondenza, nei computi metrici, nei calcoli di stabilità. Grazie a queste tracce, in genere trascurate, prendeva forma il racconto di Poretti, incentrato su una sola protagonista: l’opera di architettura, meglio se italiana e del Novecento. Una raccolta di testi utili a capire l’approccio di Poretti è il libro “Modernismi italiani”, pieno anche di sue bellissime fotografie.

Al centro del suo racconto euristico, di quelli che si potrebbero definire davvero i ‘romanzi’ di Poretti, era arrivata, da oltre un decennio, un’altra protagonista: l’ingegneria strutturale. Nel 2011 aveva vinto un ERC Advanced Grant per condurre il progetto SIXXI sulla Storia dell'ingegneria strutturale in Italia nel XX secolo. Un progetto che lo ha impegnato fino agli ultimissimi giorni, perchè la voglia di scrivere e riscrivere non è mai venuta meno.

Grazie Sergio per le idee che hai lasciato alla tua Università

 

Giuseppe Novelli
Rettore