L’Europa chiama, “Tor Vergata” risponde: l’Ateneo tra i partner YERUN nella call for European Universities Alliance

Il 17 maggio 2018 a Bruxelles, il Rettore di Tor Vergata Giuseppe Novelli ha siglato assieme ad altre sei università europee un accordo strategico di collaborazione finalizzata alla call for European Universities Networks che la Commissione europea lancerà ufficialmente in autunno. Le Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Carlos III Madrid, Finlandia Orientale, Anversa, Brema, Essex (come partner associato) nonchè l’Università di Maastricht (con il ruolo di capifila) uniscono le loro forze per sviluppare una proposta competitiva per una rete universitaria europea che possa dare un contributo innovativo per far crescere il sistema dell’istruzione superiore in Europa.

Si tratta di un accordo che si sviluppa lungo la traiettoria delineata dal Presidente francese Macron lo scorso settembre, richiamata dalla Comunicazione della Commissione Europea “Towards a European Education Area by 2025” (novembre 2017) e quindi ratificata nelle Conclusioni del Consiglio europeo del 14 dicembre 2017, come asse portante per la realizzazione della EEA (European Education Area). 

Le 7 università che svilupperanno questo percorso innovativo sono tutte membri del Network YERUN (Young European Research Universities Network), un’alleanza che unisce le 18 migliori università europee fondate meno di 50 anni fa e presenti nei più importanti ranking internazionali. “Tor Vergata” è l’unica università italiana in questo network.

“La strategia alla base di questa importante operazione di partnership internazionale - ha spiegato il Rettore Novelli - si sviluppa attorno al concetto di “conoscenza” come volano per lo sviluppo dell’Unione europea. Ancora una volta, l’alta formazione è chiamata a svolgere un ruolo di primo piano per il futuro dei nostri Paesi, per la crescita economica, l’incremento dell’occupabilità dei nostri giovani, il benessere sociale e l’unità. Solo rendendoci parte attiva del cambiamento potremo incidere positivamente sulle nuove generazioni di europei: è questo, che devono fare le università, motore di innovazione, inclusione, coesione e sviluppo”.