L'"odore delle cellule" segnala lo switch differenziativo in vivo delle cellule staminali (hiPSCs) in cellule differenziate potenzialmente teratogene/nocive

Pubblicato dalla rivista Scientific Reports il risultato della prima evidenza sperimentale dei metaboliti rilasciati durante il differenziamento in vivo delle cellule staminali pluripotenti.

La ricerca, diretta dai Professori Corrado Di Natale e Federica Sangiuolo, ha coinvolto i Dipartimenti di Ingegneria Elettronica, Biomedicina e Prevenzione, e Scienze e Tecnologie Chimiche dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.

Questo risultato sostanzia un risultato precedente ottenuto in vitro dallo stesso gruppo di ricerca. Per la prima volta è stata registrata su modelli animali un cambiamento del profilo dei composti volatili rilasciati da cellule staminali hiPSCs ("l'odore della cellule") che segnala con estrema precisione il momento esatto in cui tali cellule iniziano il loro processo di differenziamento.

Le cellule iPS sono cellule staminali, derivate da cellule somatiche in cui è stato riportato indietro l’orologio biologico. Sono in grado di differenziare in qualsiasi tipo di cellula umana specializzata, capace di svolgere funzioni specifiche (come fegato, polmoni, cuore).

Sebbene questo processo sia alla base dei protocolli della medicina rigenerativa, il loro utilizzo richiede il monitoraggio della capacità differenziativa, poiché esiste il rischio che tali cellule, nel loro stato staminale, possano portare alla formazione di teratomi (tumori benigni) e/o tumori di grado 3 (maligni).

Il risultato di questo studio ha permesso non solo di riconoscere il momento esatto in cui le cellule perdono il loro fenotipo staminale e differenziano nei diversi tipi cellulari, gettando ulteriore luce sui meccanismi differenziativi, ma suggerisce possibili applicazioni di questa metodica, a fini diagnostici, per un precoce rilevamento della recidiva tumorale dopo un intervento chirurgico.

"L'odore delle staminali" è stato rivelato con un i sensori di gas (naso elettronico) sviluppati dal Gruppo Sensori dell'Università di Tor Vergata sotto la direzione dei Professori Corrado Di Natale e Roberto Paolesse.