Tor Vergata va nello Spazio

Ben tre esperimenti sviluppati nel Dipartimento di Fisica del nostro Ateneo, faranno parte della missione di sei mesi dell’astronauta italiano Luca Parmitano sulla Stazione Spaziale Internazionale

Il lancio è previsto il prossimo 10 Luglio con la Soyuz 59s. Destinazione: la Stazione Spaziale Internazionale. Luca Parmitano, astronauta italiano, si imbarcherà per una missione di sei mesi sulla ISS dove avrà il compito, tra le altre cose, di portare avanti ben tre esperimenti sviluppati nel Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”: LIDAL, AUDIO e MiniEUSO.

Luca Parmitano è stato presente presso il nostro Ateneo lo scorso 28 Settembre, presso i locali del Dipartimento di Fisica, per un incontro strettamente tecnico con i ricercatori coinvolti.

Di seguito una breve descrizione degli esperimenti che verrano condotti sulla ISS.

Light Ion Detector for ALTEA (LIDAL), PI: Livio Narici.

La radiazione è uno dei maggiori rischi per l’uomo durante una lunga permanenza nello spazio. LIDAL è un sistema di rivelatori di radiazioni, un importante upgrade di un sistema (ALTEA) che ha già volato sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per più di sei anni. Il nuovo sistema sarà capace di misurare la componente carica della radiazione all’interno della ISS, la velocità delle singole particelle, e tutti i parametri fisici necessari per una completa valutazione del rischio dovuto alle radiazioni per gli astronauti in viaggio nello spazio profondo (Luna, Marte). Il sistema verrà installato dall’astronauta ESA italiano Luca Parmitano, e continuerà ad acquisire dati all’interno della ISS per un minimo di un anno e mezzo, studiando nel dettaglio la radiazione cui vengono sottoposti gli astronauti in un habitat spaziale. LIDAL è stato completamente progettato nel Dipartimento di Fisica dell’Università di Roma Tor Vergata e integrato dalla Kayser Italia di Livorno.

Acoustic Diagnostics (AUDIO), PI: Arturo Moleti

Alcuni astronauti hanno riportato disturbi uditivi a seguito di alcuni mesi di permanenza nelle condizioni di microgravità e rumore caratteristiche della ISS. È necessario quindi produrre una accurata valutazione di questo rischio, anche considerando una futura missione su Marte che durerà anni. A questo scopo abbiamo sviluppato una tecnica innovativa per la misura e l’analisi delle emissioni otoacustiche, in grado di fornire una valutazione della funzione uditiva in un ambiente rumoroso, in modo veloce, non invasivo, e senza la partecipazione attiva degli astronauti. Luca Parmitano, l’astronauta ESA italiano, verrà esaminato prima della partenza, sulla stazione spaziale e dopo il suo ritorno. Tutta la strumentazione necessaria a queste misure è stata sviluppata dal Dipartimento di Fisica dell’Università di Roma Tor Vergata, in collaborazione con i laboratori INAIL di Monte Porzio Catone, il Campus Biomedico, e la Altec SpA di Torino.

Mini Extreme Universe Space Observatory (MiniEUSO), PI: Marco Casolino

Il telescopio Mini-EUSO è progettato per eseguire osservazioni sull'emissione di luce UV dalla Terra. Verrà montato di fronte alla finestra (trasparente agli UV) nel modulo russo Zvezda nella ISS, guardando la Terra. Lo strumento è integralmente sviluppato nel Dipartimento di Fisica dell’Università di Roma Tor Vergata e nella sezione INFN Tor Vergata. Comprende un telescopio compatto con un ampio campo visivo che utilizza un’ottica basata su lenti di fresnel che permette di aumentare la raccolta della luce ed è coadiuvato da due camere ancillari nel visibile e nel vicino infrarosso. La luce UV è focalizzata su un modulo di raccolta luce simile agli esperimenti EUSO-Balloon e EUSO-TA. Gli obiettivi principali di Mini-EUSO sono lo studio dei fenomeni atmosferici, eventi luminosi transitori, le meteore e le meteoreidi, la ricerca di Strange Quark Matter, e il rilevamento di alcune cascate di raggi cosmici. Mini-EUSO potrebbe anche rappresentare il primo passo per la rimozione di detriti spaziali mediante l'ablazione laser.