A lezione di democrazia illiberale, con Antonio D’Atena, professore emerito di Diritto costituzionale

«Esiste un tensione “drammatica” tra democrazia e stato di diritto. Tra decisone maggioritaria e libertà», ha sottolineato Antonio D’Atena, professore emerito di Diritto Costituzionale all’Università Roma “Tor Vergata”, nella lectio magistralis dal titolo “Democrazia liberale, democrazia illiberale e democrazia della Rete”. L’incontro, che si è svolto lo scorso 17 dicembre alla Facoltà di Giurisprudenza di “Tor Vergata”, si inserisce nell’ambito del ciclo di lezioni organizzate dal corso di dottorato di ricerca in Diritto pubblico dell’Ateneo.

L’espressione democrazia illiberale si deve al giornalista e politologo americano Fareed Zakaria che coniò il termine alla fine degli anni ’90.

«La democrazia da sola non è in sé un fatto positivo – ha affermato il prof. Antonio D’Atena. - Se non è accompagnata dal costituzionalismo liberale, la democrazia non è solo inadeguata ma anche pericolosa dal momento che comporta l’erosione delle libertà e l’abuso del potere».

Ne sono un esempio le derive che stanno attraversando alcuni ordinamenti in Europa, dove sono in atto tentativi di sottoporre il potere giudiziario al potere politico, riforme «schiaviste» del lavoro e la stretta sui media «ostili», come nel caso della Polonia e dell’Ungheria. Ma D’Atena menziona anche la Russia, la Turchia e l’attuale situazione in Brasile riguardo ai limiti che subisce lo Stato liberale.

Per il bilancio sui frutti della transizione alla democrazia negli ordinamenti già socialisti dell’Europa centro-orientale, D’Atena richiama lo studio di Jan Sawicki, dottore di ricerca in Teoria dello Stato e istituzioni politiche comparate e docente, che afferma che si possono rinvenire sintomi, non si sa quanto irreversibili, di mutamenti che arrivano a lambire la forma di stato, pur in presenza di una forma di governo in parte o in tutto inalterata.

«Quando il potere politico diventa rappresentativo si può avere l’impressione che non ci sia più bisogno di limitarlo - continua D’Atena – Ma i limiti devono valere anche nei confronti di una maggioranza espressa democraticamente».

Antonio D'Atena, Diritto costituzionale e
Luigi Daniele, coordinatore del Dottorato in Diritto Pubblico