Tor Vergata rinnova il Centro di Ricerca di Risonanza Magnetica Nucleare

Inaugurato ieri a Scienze il nuovo laboratorio NMR, che analizza le molecole tramite i campi magnetici

Taglio inaugurale del nastro per il Centro di Ricerca di Risonanza Magnetica Nucleare presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.  Ieri, mercoledì 25 settembre, il Direttore Generale Giuseppe Colpani e la Prof.ssa Valeria Conte, direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche, hanno infatti aperto ufficialmente le porte del rinnovato Centro di Ricerca NMR.

“Sia io che l’Amministrazione vogliamo dare il massimo supporto ad iniziative di questo tipo - il commento del Direttore Generale, Giuseppe Colpani  - Sarebbe bello che l’Università riuscisse ad avere nuovi laboratori di una certa complessità che siano a disposizione dell’intero Ateneo e tramite cui i ricercatori, anche in collaborazione con altre aree scientifico-disciplinari, possano puntare insieme a quell’innovazione che oggi è sinonimo di contaminazione”.

Si tratta di un vero e proprio rinnovo di un laboratorio la cui strumentazione era già presente a "Tor Vergata". “Abbiamo deciso di investire nel rinnovarlo per renderlo conforme alle richieste della sicurezza e della prevenzione della salute dei lavoratori - ha sottolineato la prof.ssa  Conte - in modo tale da avere un nucleo, non solo per il nostro Dipartimento, ma per tutta l’Università, da mettere a frutto per creare interazioni con gli altri Dipartimenti e con l’esterno: potremmo dire che si tratti di un'applicazione pratica dei principi di Terza Missione“.

Da un punto di vista tecnico, il nuovo lab è fornito di due apparecchiature, due grandi magneti, in grado di analizzare e studiare le molecole. “In questi grandi campi magnetici vengono inserite delle molecole in grado di emettere dei segnali che possono essere captati e decodificati dalle apparecchiature. Tramite questi segnali è possibile studiarne la struttura, la quantità e il livello”, ha spiegato il prof. Daniel Oscar Cicero, Direttore del Laboratorio di Risonanza Magnetica Nucleare.

Le due macchine in questione hanno potenza diversa, misurabile in megahertz. e puntano ad osservare prevalentemente i nuclei dell’idrogeno: “Una macchina, da 400 MHz, è utilizzata per le molecole più semplici ed è quella che usiamo per studiare la chimica - ha aggiunto il prof. Cicero - mentre l’altra, da 700 MHz, è quella più sensibile e quindi in grado di compiere analisi a un livello particolarmente approfondito”.

A chiarire ulteriormente l’importanza del laboratorio la prof.ssa Silvia Licoccia, Delegato per il Rettore alla Ricerca Scientifica di Ateneo: "La sua forza sta soprattutto nella versatilità. Le applicazioni si estendono a 360°, dalla scienza dei materiali, all’ingegneria, alla fisica, poiché vengono studiate non solo le proprietà base delle molecole ma anche la composizione dei materiali compositi, di solidi e di atomi diversi dall’idrogeno”.

Anche in campo bio-medico il Laboratorio NMR è in prima linea: ad esempio è possibile analizzare urine, saliva, sangue, sudore e addirittura il respiro dei pazienti.
Il prof. Ciceroha spiegato come sia stato possibile diagnosticare la presenza di un cancro alla vescica in alcuni pazienti che non erano stati aiutati dalla diagnostica tradizionale. Sottoponendo ai magneti le urine, che hanno rilasciato una chiara firma molecolare, si è potuto stabilire se avessero o meno un tumore e classificarne il tipo.

"Tor Vergata" ha già firmato diversi accordi per l’utilizzo della strumentazione a favore di aziende esterne: con la Società S.S. Lazio ad esempio, per seguire le squadre giovanili, analizzando la saliva degli atleti tramite i magneti per tracciare un quadro utile a studiare percorsi specifici di allenamento, e con la Bridgestone, una delle prime aziende produttrici di pneumatici, per analizzare la composizione degli stessi: “Abbiamo già in essere molti accordi con aziende esterne - ha concluso la prof.ssa Conte - e questo ci permette di poter interagire con le industrie e con altri centri di ricerca, raggiungendo quindi finanziamenti regionali, nazionali e internazionale proprio perché le specifiche competenze che stiamo sviluppando, grazie a questa struttura, ci proiettano con decisione verso il futuro”

A cura dell’Ufficio Stampa di Ateneo