Le famiglie proprietarie

(Data ultima modifica: 20/07/2016, Data pubblicazione: 20/07/2016, Autore: Scilla Gentili)
 

 

 

I primi proprietari della Tenuta di Tor Vergata

Annibaldi
La famiglia, che annoverò numerosi senatori e cardinali, si suddivideva in tre branche: della Molara, di Montecompatri e Zancato.
Uno dei più illustri membri fu il cardinale Riccardo della Molara, dal nome della omonima fortezza vicino Tuscolo, sua abituale residenza. Paolo Annibaldi era noto per l´amicizia che lo legava al Petrarca. Secondo alcuni, il poeta gli dedicò la sua canzone "Spirto Gentile".
Ad Annibaldo Annibaldi, S.Tommaso d´Aquino dedicò parte della sua "Catena Aurea".
Il cardinale Pietro Annibaldi (+1414) il cui mausoleo è conservato a Roma nella basilica di S.Maria in Trastevere, assunse il nome e lo stemma degli Stefaneschi, diventando, così, l´ultimo discendente di quella famiglia.
La roccaforte degli Annibaldi a Roma era il Colosseo, zona da questi controllata in seguito alla cacciata dei Frangipane.
Sempre degli Annibaldi era la Torre delle Milizie, costruita, secondo alcuni, sui resti della torre romana dalla cui sommità Nerone si godette l´incendio di Roma.

Conti di Tuscolo
Prendono il nome da Tusculum, l´antica cittadina romana nei pressi dell´odierna Frascati, sulle cui rovine si erano arroccati.
Capostipite della famiglia fu Alberico di Roma, morto nel 955, figlio di Alberico di Spoleto. Il primo ad avere il titolo di conte di Tuscolo fu il figlio Gregorio, Praefectus navalis del papa Ottone III. Da Pietro, figlio di Gregorio II, proprietario del castello della Colonna sui colli Albani, ebbe origine la casata dei Colonna.

Del Bufalo
Secondo l´Amayden la famiglia ebbe origine dai Cancellieri di Pistoia. Costoro in seguito alle lotte fra Guelfi e Ghibellini si trasferirono a Roma verso la fine del XIII secolo.
Un componente della famiglia Cancellieri fu battezzato con il nome di Bufalo. I figli di costui presero per cognome il nome del padre dando cosi origine alla nuova famiglia. Secondo lo storico Carlo Augusto Bertini, che ha rivisto le biografie dell´Amayden, i Del Bufalo non discenderebbero dalla famiglia Cancellieri di Pistoia. II cognome Cancellieri, abbinato a Del Bufalo, deriverebbe dal fatto che quest´ultima famiglia ha ricoperto per più generazioni la carica di "Cancelliere".

Della Valle
La famiglia, secondo lo storico Benedetto Blasi, prese il cognome della Valle dal luogo in cui verso il secolo XII si stabilì e cioè una "valle" acquitrinosa che si estendeva a Roma fra l´odierna Torre Argentina, la Chiesa Nuova (detta anche in Vallicella) ed il Pantheon.
Il più importante della Valle è considerato il cardinale Andrea, morto nel 1534, che fece edificare la Chiesa, il Palazzo ed il Teatro che portano tuttora il suo nome. Ultimo discendente dei della Valle fu Pietro la cui figlia Romobera sposò nel 1633 il marchese Ottavio Benedetto Del Bufalo.
Secondo lo storico del Seicento Teodoro Amayden, i della Valle erano di origine spagnola. Il cognome originario era De Lavalle.

Palombara
La loro origine è documentata dalle cronache del monastero di Subiaco del 1060.
In quell´anno si cita Oddo conte di Palombara, cognome derivato probabilmente da Palombara Sabina di cui era signore.
I Palombara erano un ramo dei Savelli antichi baroni romani.

Stefaneschi
Questa famiglia ebbe inizio intorno al secolo VIII probabilmente con Stefhanus, duca e patrizio imparentato con gli Aldobrandeschi. Verso il secolo X si costituirono i rami degli Ildebrandi e, successivamente, dei Rainerii de Marana. Nel XIV secolo quello degli Stefaneschi-Annibaldi.
Secondo Giuseppe Marchetti Longhi questa famiglia, oltre che di poeti, era "la più romana tra le famiglie romane e famiglia veramente imperiale". Tra i suoi membri si ricordano Stephanus Rainerii de Marana, senatore consiliare nel 1191, responsabile dell´atto di cessione dei territori del distrutto Tuscolo in favore di Papa Celestino III (1191-1198).
Per la storia in questione è interessante notare che Giovanni Stefaneschi fu scomunicato sulla scala di S.Pietro da Papa Innocenzo III per usurpazione di una porzione del territorio di Tuscolo avendone simulato una investitura da parte di Celestino III. La stirpe ebbe un vastissimo patrimonio urbano, suburbano e rurale nella regione laziale e di Tuscia.
A Roma, in particolare, la famiglia ebbe le sue sedi in Trastevere e nella piazza di S.Egidio. Le chiese nelle quali furono sepolti sono quelle di S.Maria in Trastevere e di S.Giacomo di Septimiano.


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