Chang’an e Roma: Via della Seta e Eurasia

(Data ultima modifica: 06/10/2017, Data pubblicazione: 06/10/2017, Autore: Scilla Gentili)
 
Conclusi i tre giorni di convegno interdisciplinare a Villa Mondragone. Italia e Cina sempre più vicine
 

Si è tenuto nei giorni 11, 12 e 13 settembre, nella splendida cornice di Villa Mondragone, sede di rappresentanza dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata", il terzo seminario internazionale dal titolo “Chang’an e Roma: Via della Seta e EurAsia”, inserito all’interno del progetto di collaborazione con l’Università di Xi’an. Prima di Roma, sono stati altri due gli incontri, tenutisi in Cina nel 2013 e nel 2015. L’intento è quello di aprire al dialogo in modo trasversale, affrontando temi disparati e ponendo l’attenzione sia sull’importanza della cooperazione internazionale che sul compito di “terza missione” delle università.

“Esiste un lungo e proficuo rapporto tra i gesuiti e la Cina – ha ricordato il Rettore di Tor Vergata, prof. Giuseppe Novelli – ecco perché questa (Villa Mondragone, ndr) ci è sembrata la sede più adatta per ospitare il convegno. La storia dei rapporti tra i nostri due “mondi” si perde nelle pieghe del tempo, non solo con i viaggi di Marco Polo, ma anche con quelli di Wu Chenghen, esploratore e scrittore cinese che ha aperto la strada al contrario”.
“Grandi uomini e grandi scienziati hanno passeggiato e studiato nei corridoi e nelle aule di Villa Mondragone – ha proseguito Novelli – da Galileo Galilei a Guglielmo Marconi, e il richiamo scientifico ci porta a sottolineare quanto fondamentale sia il ruolo della scienza oggi in Cina. Nei prossimi 5 anni sono previsti investimenti per lo studio delle profondità oceaniche, delle cellule staminali e del cervello. Assieme a questi argomenti, anche i problemi dell’inquinamento e della conservazione dei beni ambientali. Il nostro mondo sta andando verso una convergenza tecnologica, che includerà anche storia, letteratura, diritto e andrà di pari passo con le convergenze scientifiche. Non si può fare a meno di parlare un linguaggio unico. Per raggiungere obiettivi comuni è necessaria una filosofia di cambiamento dal punto di vista scientifico, improntato su complementarità e scambio reciproco di informazioni".

“Abbiamo scelto un titolo generale per questo incontro – ha spiegato il prof. Riccardo Cardilli, ordinario dell’Ateneo di Tor Vergata e coordinatore del Convegno – che rimandi con forza all’idea dell’incontro tra culture. Nel caso specifico abbiamo scelto quello tra la Via della Seta e l’EurAsia. Si tratta di un congresso interdisciplinare con temi trasversali: storia e cultura, diritto internazionale e codici, economia e diritto commerciale, finanza e sicurezza informatica, infrastrutture e ambiente. Parleremo del progetto cinese di potenziamento dell’antica Via della Seta e della creazione di un corridoio infrastrutturale sul quale i cinesi hanno creato ad hoc una banca di investimento per infrastrutture (Banca di Investimento Infrastrutture Asiatica), che dovrà determinare un forte collegamento tra Europa e Cina, passando per tutta l’Asia centrale. Si tratta di un progetto che si pone come vettore di investimenti di natura economica ma che ha un risvolto geopolitico ben preciso, poiché attraversa una delle aree dell’Asia più interessata da tensioni politiche. L’Europa non può restare fuori da queste dinamiche e anzi deve partecipare alla realizzazione di questa idea di investimento che non solo avvicinerà la Cina all’Europa, ma anche l’Europa alla Cina. Non di meno, è fondamentale sottolineare come tutto questo si inquadri perfettamente nel progetto di Terza Missione, dando alla mission dell’Ateneo un respiro intercontinentale. Alla realizzazione del congresso ha infatti attivamente collaborato la fondazione Inuit di Tor Vergata, presieduta dal prof. Maurizio Talamo: interdisciplinarità e apertura sono le parole chiave, ma anche collegamento e ponte culturale, di carattere economico, giuridico, sociale. Il ruolo di Tor Vergata è importantissimo in questo schema ed essere in prima linea è per noi motivo di vanto”.

Durante l’incontro di presentazione è stato inoltre proiettato un video messaggio di Francesco Rutelli, in qualità di presidente del Comitato Direttivo dell’Alleanza delle Città della Via della Seta: “Il mio è un contributo che scaturisce dall’esperienza – ha affermato Rutelli – e posso testimoniare quanto sia importante analizzare gli aspetti giuridici legati all’approfondimento delle reciproche culture, ma anche la loro applicazione nell’ambito dell’economia internazionale. Però è necessario che il tutto avvenga in tempi brevi senza e senza eccessiva fatica. Oggi, oltre che come presidente Anica, ho responsabilità come coordinatore del Forum Culturale tra Italia e Cina, istituito dai nostri due paesi nel febbraio scorso, e ribadisco la nostra volontà di portare anche il cinema e le serie tv italiane al pubblico cinese. Stiamo lavorando perché il tema dell’incontro lungo la “Via della Seta” non rimanga solo simbolico”.

L’apertura ufficiale dei lavori è stata preceduta dalle parole del prof. Qiang Li, rettore dell’Università di Xi’an, che prima del suo intervento tecnico sui problemi giuridici riguardanti lo sviluppo e il miglioramento dei fondi di investimento indistriale nel contesto della “One Belt One Road”, ha espresso un sentito augurio di “pace e prosperità per tutti i popoli toccati dalla Via della Seta. Esitono diversi accordi in programma fino al 2020, le cui linee guida sono state tracciate nel maggio scorso a Pechino e riguardano la sostenibilità energetica, lo sviluppo agricolo e la sanità. Inoltre industria aerospaziale, infrastrutture e comunicazioni. Il 2020 sarà simbolico anche perché ricorrerà il cinquantesimo anno delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina


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