Da “Tor Vergata” la sperimentazione di una “seconda pelle”

(Data ultima modifica: 20/06/2019, Data pubblicazione: 20/06/2019, Autore: Scilla Gentili)
 
Il chip monitorerà le ferite chirurgiche e il decorso di malattie infettive
 

Dal Laboratorio di elettromagnetismo pervasivo dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” nasce la “seconda pelle”, ovvero un chip che avrà il compito di monitorare le ferite chirurgiche con lungo degenza e il decorso di malattie infettive.

Lo studio, sviluppato anche grazie allo spin off di Tor Vergata "Radiosense", coinvolgerà pazienti del reparto di Infettivologia del PTV e del Policlinico Gemelli di Roma.

“Il chip che abbiamo sperimentato – spiega all’Ansa Cecilia Occhiuzzi, ricercatrice che ha partecipato all’analisi – può consentire al personale medico di avere un monitoraggio continuo. Ad oggi basta andare vicino al paziente con un lettore e scaricare in tempo reale tutta una serie di dati necessari sulla sua salute. In futuro il progetto si presta anche a un lettore ‘a varco’ per cui basterà che il paziente passi davanti a un punto di passaggio, al bagno o all'uscita della camera, per consentire un controllo diretto. È un po’ come lo stesso principio che regola l’antitaccheggio all’uscita dei negozi”.

Il progetto della “seconda pelle”, realizzato da un team di studiosi coordinati da Gaetano Marrocco, docente di campi elettromagnetici di Tor Vergata, è stato finanziato dalla Regione Lazio. Il prossimo 26 marzo, nella stessa facoltà, saranno presentati i primi dati del progetto.

 


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