Quanto i programmi finanziati da Bruxelles hanno migliorato la performance di regioni e province?

(Data ultima modifica: 15/07/2020, Data pubblicazione: 15/07/2020, Autore: Pubblicato a cura della Redazione Web)
 
Un progetto coordinato da “Tor Vergata” lo ha misurato
 

Lo studio, condotto nell’ambito della ricerca nazionale PRIN 2015 sui fondi europei per le politiche di coesione, al quale hanno collaborato più di 60 ricercatori di dieci università italiane, ha messo a punto un modello per superare il divario tra ricerca e decisione politica nel nostro Paese e migliorare gli investimenti sulla base della domanda e della diversità territoriale. 

La ricerca è stata pubblicata alla fine di giugno presso la casa editrice Pàtron di Bologna, con il titolo “Territorial Impact Assessment (TIA) della coesione territoriale delle regioni italiane. Modello place evidence per la valutazione delle politiche di sviluppo delle periferie interne e metropolitane verso la Green Deal Economy”.

Per tre anni i ricercatori hanno misurato l'impatto sui territori della politica di coesione europea attraverso uno strumento chiamato TIA - Territorial Impact Assessment(Valutazione di Impatto Territoriale) per stabilire quanto, a livello Paese, regione per regione e provincia per provincia, i programmi finanziati da Bruxelles hanno migliorato la performance di queste zone, in relazione agli specifici obiettivi che si volevano raggiungere tenendo conto delle differenze territoriali.

Dunque l'Italia, in prima fila tra i beneficiari dei fondi europei stanziati in seguito all’emergenza Covid-19 e alla conseguente crisi economica, ha già gli strumenti per riflettere su quello che ha funzionato riguardo all'uso dei fondi strutturali europei in tempi "ordinari" di finanziamento e su quello che invece non ha funzionato ed evitare così di commettere, in questo momento straordinario, gli stessi errori del passato.

«Il metodo STeMA-TIA (Sustainable Territorial environmental/economic management approach - Territorial Impact Assessment )supporta il policy maker nella scelta delle policy e degli investimenti appropriati alla crescita del territorio calcolandone ex ante gli impatti come, ad esempio, l’impatto di politiche settoriali europee come quella agricola, ambientale e dei trasporti», afferma la professoressa Maria Prezioso, Geografia economica e politica all'Università Roma “Tor Vergata” e responsabile scientifico del progetto.

Leggi l’intervista alla prof. Prezioso “Crescita verde e città smart, così i territori rincorrono i fondi Ue: lo studio di 10 università italiane”, Roberta Carlini, Repubblica.it

A cura dell’Ufficio Stampa di Ateneo

 


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