Incontro con Pietro Bartolo

Mercoledì 21 novembre 2018, ore 10 (Aula Moscati – Macroarea di Lettere e Filosofia)

Mercoledì 21 novembre, nell’ambito di un ciclo di iniziative sul fenomeno migratorio, e in occasione dell’uscita del volume “Le stelle di Lampedusa. La storia di Anila e di altri bambini che cercano il loro futuro fra noi” (Mondadori, 2018), l’Ateneo di “Tor Vergata” organizza un incontro con l’autore Pietro Bartolo.

In programma, i saluti di Marina Formica (Delegata del Rettore alla Cultura) e Giorgio Adamo (Direttore del Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società). A seguire, gli interventi di Giuseppe Novelli (Rettore Università “Tor Vergata”), Simone Bozzato (Geografo), Claudia Hassan (Sociologa), Marco Innamorati (Psicologo), e di Leonardo Palombi (Medico). Coordina Franco Salvatori (Geologo).

L’incontro prevede un dibattito con gli studenti dell’università.

Le stelle di Lampedusa.La storia di Anila e di altri bambini che cercano il loro futuro fra noi

Quando Pietro Bartolo, medico di Lampedusa, vide Anila per la prima volta rimase di sasso. Quella bambina non avrà avuto più di dieci anni. Che cosa ci faceva una creatura così piccola, da sola, in una nave piena di naufraghi disperati? Allo stupore di quel primo istante seguì una certezza: l’arrivo a Lampedusa per Anila non era la fine di un lungo viaggio ma solo una tappa intermedia, un nuovo punto di partenza verso il suo vero obiettivo, trovare la mamma «da qualche parte in Europa» e salvarla. Da tutto. Dalla prostituzione, dal vudù africano che la teneva in scacco, dalla non meno malefica burocrazia occidentale, ma soprattutto dai suoi stessi sensi di colpa.

Pietro Bartolo accetta di accompagnare Anila lungo questo suo nuovo percorso. E, attraverso i suoi occhi neri e profondissimi, si proietta dentro l’interminabile incubo dei tanti migranti bambini che negli anni sono arrivati – da soli – sulle coste italiane: la miseria di Agades, la traversata del deserto, gli orrori delle carceri libiche, il terrore del naufragio nelle acque gelide di un Mediterraneo invernale e ostile.

A metà strada esatta tra romanzo di formazione e documentario, queste pagine permettono di toccare con mano che cosa c’è davvero dall’altra parte dell’«allarme immigrazione».

PIETRO BARTOLO, nato a Lampedusa da una famiglia di pescatori, a tredici anni ha lasciato l’isola per andare a studiare prima a Trapani e poi a Siracusa. Laureatosi in medicina, nel 1988 è tornato a Lampedusa dove dal 1991 si occupa del poliambulatorio. Da sempre in prima linea nel soccorso ai migranti, si è meritato numerose onorificenze, tra cui il titolo di «Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana» conferitogli dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e di «Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana» conferitogli dal presidente Sergio Mattarella, di Goodwill Ambassador for Unicef, il Premio Sérgio Vieira de Mello (Cracovia 2015) e il Premio franco-tedesco per i diritti umani (Berlino 2016). È uno dei protagonisti del film Fuocoammare di Gianfranco Rosi, vincitore dell’Orso d’oro a Berlino nel 2016. Nel 2016 ha scritto insieme a Lidia Tilotta Lacrime di sale, pubblicato in oltre 40 paesi.

 

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