ALLA COMUNITA’ UNIVERSITARIA

Messaggio del Rettore per la Pasqua 2020

Cari tutti,

ognuno di noi, le nostre famiglie e i nostri cari, è stato messo a dura prova dalla pandemia virale che ha seminato morte e sofferenze in tutto il mondo.

La risposta della comunità di Tor Vergata è stata una straordinaria prova di responsabilità, rispetto delle istituzioni e senso di appartenenza che, pur nella fragilità e nel disorientamento generale, ci ha fatto sentire tutti importanti e necessari.

Con orgoglio e determinazione docenti e studenti hanno garantito lo svolgimento delle attività didattiche, così come tutto il personale tecnico amministrativo e bibliotecario che in presenza ha generosamente assicurato i servizi essenziali ed a distanza, attraverso lo smart working, ha evitato la paralisi dell’attività amministrativa.

Il nostro Policlinico, grazie al generoso impegno dei colleghi medici, degli specializzandi e del personale infermieristico che non finiremo mai di ringraziare, ha fronteggiato con abnegazione l’emergenza sanitaria.

Evocare l’importanza della solennità pasquale che avrei voluto diversamente rappresentare mi porta ad evidenziare come il senso etimologico del termine, inteso come “passare oltre”, costituisce motivo di riflessione profonda del momento che stiamo vivendo.

Il silenzio delle nostre città, la paura dell’abbandono e la solitudine di fronte alla morte stanno turbando le nostre coscienze ma allo stesso tempo ci spinge a voler considerare il virus non come una parentesi, dopo la quale tutto tornerà in fretta come prima per recuperare una normalità perduta, ma come un’occasione per ripensare al nostro futuro.

Le sofferenze di questi giorni dovranno restituire a ciascuno di noi la consapevolezza che il buon senso e la solidarietà di cui siamo stati capaci potranno diventare un valore collettivo, costituito dalla somma delle risposte individuali che ognuno di voi è stato in grado di dare.

Il paese dovrà rivedere le scelte adottate negli ultimi anni che per quanto ci riguarda, e la situazione che viviamo in questi giorni lo testimonia, hanno portato al soffocamento della Facoltà di Medicina e Chirurgia e delle Scuole di Specializzazione e riprendendo dalla memoria collettiva lo strazio di medici ed infermieri di fronte all’impotenza di salvare vite umane, vogliamo che nei loro confronti venga riservata una maggiore considerazione, protezione e apprezzamento professionale.

L’esasperata burocratizzazione dei diversi processi e lo shock che sta subendo e subirà chissà per quanto tempo il tessuto produttivo del paese rappresentano uno scenario che rischia di compromettere anche la tenuta dell’intero mondo accademico.

Riguardo alla nostra organizzazione ed alla vision per i prossimi anni dobbiamo concentrarci su un diverso rapporto con voi studenti, docenti e personale tecnico amministrativo e bibliotecario in cui i bisogni, le aspettative ed il merito vengano adeguatamente valorizzati.

In questi primi mesi del mio mandato ho dovuto, insieme al prorettore vicario, ai diversi prorettori/delegati ed a tutto lo staff dirigenziale, affrontare, oltre all’emergenza sanitaria, una non meno complessa situazione finanziaria e gestionale.

La necessità di ristabilire i necessari elementi di efficacia dell’azione amministrativa, lo sforzo di pervenire ad una positiva soluzione con la Regione Lazio riguardo la questione del Policlinico Tor Vergata e l’affrontare le severe necessità di bilancio sono stati solo alcuni degli impegni di questi mesi.

Così come per l’emergenza sanitaria la patente di immunità rappresenta l’elemento su cui basare la ripartenza del paese, per consentire al nostro Ateneo di consolidare e mantenere il ruolo che gli compete nello scenario nazionale e internazionale sarà necessario l’apporto di tutti, nessuno escluso, e che ognuno di noi, per la sua parte, condivida e si adoperi per contribuire alla ripartenza.

L’auspicio che il rito primaverile della rinascita della terra porti ad un nuovo inizio auguro a tutti voi ed alle vostre famiglie una serena Pasqua confidando che questo periodo di sofferenza finisca presto e che tutti noi saremo in grado di partecipare, con la passione e l’impegno che ho imparato a riconoscervi, ad un nuovo inizio.

Il Rettore
Prof. Orazio Schillaci