La recente conclusione della “Settimana della Cultura Sportiva”, un ciclo di convegni organizzato dai Corsi di laurea in Scienze Motorie della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'università degli Studi di Roma Tor Vergata tra l'11 e il 14 maggio 2026, mette in rilievo come lo sport non sia semplicemente una pratica ricreativa, ma un vero e proprio strumento della salute pubblica, dell'inclusione sociale e dello sviluppo culturale. Con oltre mille partecipanti e 45 relatori di provenienti dal mondo scientifico e istituzionale, l'evento ha registrato una forte partecipazione, alla presenza del rettore di Roma Tor Vergata Nathan Levialdi Ghiron, e del Preside della facoltà di Medicina, Roberto Bei.
Giuseppe Annino, presidente del comitato scientifico della manifestazione e coordinatore del Corso di laurea in Scienze Motorie di Roma Tor Vergata, sottolinea il carattere interdisciplinare dei contenuti come scelta strategica: “L'interazione di diverse discipline sta facendo nascere una figura completamente nuova di laureato in Scienze Motorie, grazie alle sue competenze e capacità lo sport e le attività motorie potranno esprimere sempre meglio il loro potenziale nella prevenzione e per il benessere della società”. Non si parla più soltanto di tecnici dell'esercizio, ma di professionisti poliedrici dotati di competenze interdisciplinari, capaci di operare da protagonisti all'interno di realtà mediche e gruppi di lavoro complessi. Il tutto finalizzato a interpretare l'attività motoria e la chinesiologia come strumenti scientificamente validati per la prevenzione delle patologie, il contrasto all'invecchiamento e il miglioramento complessivo del benessere della collettività.
Un focus di rilevante è stato dedicato al legame tra sport, gioventù e salute. Nel corso delle sessioni incentrate sull'adolescenza, gli esperti hanno analizzato le delicate dinamiche della crescita, individuando nella pratica sportiva un elemento cardine per lo sviluppo psicofisico delle nuove generazioni e per l'inclusione sociale, come dimostrato, ad esempio, anche nei dibattiti rivolti alle sinergie tra sport e autismo.
Accanto alla dimensione sociale, la manifestazione ha ribadito l'assoluta centralità della tutela medica dei giovani atleti. L'incontro “Cuore e sport”, moderato dallo storico conduttore RAI Osvaldo Bevilacqua, ha visto protagonisti medici cardiologi, tra cui il professor Ivo Pulcini, direttore sanitario della S.S. Lazio e professionisti del settore, coinvolgendo anche la scuola di specializzazione in Medicina dello sport e dell'esercizio fisico del Policlinico universitario di Tor Vergata.
Il dibattito si è arricchito di un momento di grande partecipazione emotiva grazie all'interpretazione dell'Ave Maria da parte del soprano Chiara Taigi, dedicata alla memoria di Giorgio Castelli, giovane calciatore romano scomparso nel 2006 a causa di un arresto cardiaco sul campo di gioco, trasformando il dolore in un messaggio di riflessione, vicinanza e sensibilizzazione sul valore della prevenzione cardiologica nello sport.
a cura dell'Ufficio Stampa di Ateneo