Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia per otto anni, Rettore Magnifico dell'Università di Roma Tor Vergata per dodici anni, basta questo per indicare il ruolo ed il contributo che il professor Alessandro Finazzi-Agrò ha offerto a questo Ateneo. Essenziale è stato il suo ruolo per la realizzazione finale del Policlinico Tor Vergata, per l'inaugurazione del PTV e per i suoi primi anni di attività clinica. Questa è stata una pietra miliare non solo per la Facoltà di Medicina e Chirurgia, ma per tutto l'Ateneo. Era un caro amico e un'ispirazione per tutta una generazione di giovani ricercatori: non solo per i suoi successi professionali, che sono estremamente rilevanti, ma anche per la sua forte personalità, la sua esemplare vita di scienziato e il suo sconfinato entusiasmo.
Il giovane Finazzi-Agrò è stato un allievo del Prof. Alessandro Rossi Fanelli, nel cui gruppo fece un internato in Chimica Biologica per poi laurearsi in Medicina e Chirurgia e iniziare la sua carriera accademica come libero docente nella stessa disciplina. Professore ordinario dal 1975, prima a Cagliari (Biochimica Applicata) poi a L'Aquila (Biologia Molecolare) e alla Sapienza, dal 1984 ha avuto la cattedra di Biochimica a Tor Vergata, dove fino al 1996 è stato Preside della facoltà di medicina e chirurgia e poi rettore dal 1996 al 2008. Il Professore ha frequentato i Bell Laboratories di Murray Hills (N.J., USA) e il Royal Marsden Hospital di Sutton (UK), contribuendo alla comprensione delle metallo proteine ossido-riduttive, del ruolo biologico del perossido di idrogeno e degli endocannabinoidi con oltre 300 pubblicazioni internazionali di alto impatto. Membro attivo della Federation of European Biochemical Societies (FEBS), ha fatto parte di numerosi comitati FEBS e nel 1989 ha organizzato il congresso della federazione a Roma.
Il Prof. Finazzi-Agrò ha apportato numerosi contributi scientifici che sono diventati pietre miliari nella comunità scientifica. I suoi contributi principali includono, ad esempio, una comprensione più approfondita della biochimica e della enzimologia in particolare, attraverso tecniche spettroscopiche. Questi studi erano, infatti, estensioni di una produzione scientifica più ampia realizzata all'interno della Scuola Biochimica Romana iniziata, come indicato, dal professor Alessandro Rossi-Fanelli e che include eminenti ricercatori internazionali quali Jeffery Wyman, Eraldo Antonini, e non da ultimo Maurizio Brunori e Paolo Fasella che hanno anch'essi svolto parte del loro lavoro presso il nostro Ateneo.
Il Prof. Finazzi-Agrò ha pubblicato numerosissimi articoli di ricerca fondamentali e ha tenuto numerosissime presentazioni in tutto il mondo; ha valutato richieste di finanziamento per numerose agenzie nazionali e internazionali e ha fatto parte dei comitati editoriali di diverse prestigiose riviste scientifiche. Il contributo del Prof. Finazzi-Agrò alla biochimica non si è limitato alla sua attività di ricerca; è stato un generoso educatore che ha aiutato decine di dottorandi a conseguire il dottorato, diventando a loro volta ricercatori indipendenti e di successo. Era un insegnante appassionato, le cui lezioni erano molto chiare e molto richieste dai suoi studenti. Come docente, possedeva la rara capacità di semplificare concetti complessi.
Alessandro era "unico nel suo genere" nel senso più profondo e ampio del termine, e ci è stato personalmente molto caro. La sua passione e il suo entusiasmo erano travolgenti, e hanno avuto un enorme impatto sia all'interno dell'Università che a livello internazionale. Difficile immaginare che quest'uomo, un uomo dalla vita intensa, dai piaceri sofisticati, culturali e contenuti, un vero uomo di tradizione siciliana, si sia fatto strada con uno spirito incredibile, tanta amicizia e umanità. Era anche una persona meravigliosa, con una ricca cultura, non solo scientifica ma anche storica e umanistica, e uno spirito generoso, direi un uomo rinascimentale. È stato un buon amico per molti. Alessandro era un visionario e ha condiviso le sue conoscenze con scienziati e clinici di spicco, amici e studenti su argomenti straordinari, con passione e profonda competenza in un'ampia gamma di discipline. La sua vasta conoscenza scientifica, il suo spirito, la sua cordialità, la sua tenacia mancheranno moltissimo a generazioni di studenti, colleghi, amici e collaboratori della comunità scientifica. Ci mancherà profondamente. I nostri pensieri e le nostre più sentite condoglianze vanno alla sua amata famiglia e al suo più grande amore, sua moglie Giovanna, il figlio Enrico, alla nuora Marta e ai nipoti Anna e Alessandro continuamente riuniti in questo momento tragico.
Il Rettore, a nome di tutta la comunità universitaria, esprime la più sincera vicinanza alla famiglia.
I funerali si svolgeranno domani 20 marzo alle ore 16.30 nella chiesa Parrocchiale di San Saturnino Martire, Via Avigliana 3 Roma.