La versatilità del grafene: eccellente anche nei restauri

Dall’Università di “Tor Vergata” nuovi spunti per le applicazioni del grafene, tra cui anche restauri di opere d’arte

Salutato come uno dei materiali più innovativi e rivoluzionari di sempre, il grafene continua a dare conferma della sua sbalorditiva versatilità. Arriva dall’Università degli Studi Roma “Tor Vergata” un nuovo spin off, rivolto alle applicazioni in abito chimico del grafene, questa volta da utilizzare per il restauro di opere d’arte sacra legate alla figura di San Francesco.

La start up, che si è inoltre appena aggiudicata il premio UK-Italy Innovation Awards, si chiama Graphene Nanotechnologies Hub Srl (GraN Hub) e nasce all’interno del parco scientifico del nostro Ateneo. Federica Valentini, direttrice del progetto e ricercatore del dipartimento di Chimica dell’Università Tor Vergata Roma, ha spiegato come “siano state sviluppate avanzate tecnologie su nanomateriali che applicheremo al restauro e alla valorizzazione dei beni culturali, grazie ad una convenzione con il Centro Culturale Aracoeli (i Francescani di Roma e del Lazio). In occasione del Giubileo ci occuperemo del restauro della Chartula di Francesco d’Assisi contenente la regola francescana, ma anche del restauro di dipinti di Vanvitelli, dell’antifonario corale di biblioteca angelica (Roma) e dei lucidi della seconda metà dell’ottocento, conservati nell’archivio di stato della capitale”.

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