Seconda edizione dell’UNESCO-Merck Africa Research Summit

L'appuntamento si è tenuto ad Addis Abeba e ha riguardato le malattie infettive e la salute della donna. Tra le università che hanno dato il loro contributo nel comitato scientifico, anche il nostro Ateneo

Dopo la grande eco della prima edizione, si è tenuto nei giorni scorsi ad Addis Abeba, in Etiopia, il secondo summit dell’UNESCO-Merck Africa Research.

Si è trattato di un summit che ha coinvolto, oltre a Ministri ed Ambasciatori del continente africano, ricercatori, accademici, dottorandi ed esponenti della società civile e dell’industria, anche molti partner internazionali. Tra le università che hanno dato il loro contributo nel comitato scientifico dell’evento anche l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, che insieme all’Università di Cambridge e l’Institut Pasteur ha supportato l’iniziativa. 

Il focus principale di quest’edizione del Summit ha riguardato le malattie infettive e la salute della donna

L’evento, organizzato dall'UNESCO e dalla Merck (industria farmaceutica multinazionale con sede in Germania), ha infatti avuto come titolo “Infectious Diseases & Women Health”. L'accento è stato quindi rivolto alla sanità africana, dal momento che questa Conferenza si è svolta nell'ambito del Programma UNESCO-Merck Africa Research Summit (UNESCO-MARS) "Accelerating Access & Sustaining Innovation from Africa for Africa".

L’Università di “Tor Vergata” ha testimoniato la sua partecipazione grazie alla presenza del prof. Vittorio Colizzi, docente della Macroarea di Medicina e Chirurgia e membro del Comitato Scientifico di UNESCO-MARS, che nella Conferenza di Addis Abeba ha tenuto una lezione plenaria incentrata sul focus principale, e intitolata quindi anch’essa "Infectious Diseases & Women Health", illustrando gli aspetti più innovativi della salute delle donne africane coinvolte nelle numerose infezioni del continente. In particolare, l'intervento del prof. Colizzi si è focalizzato su come l'attivazione eccessiva del sistema immunitario in Africa possa comportare l'instaurarsi di malattie dismetaboliche, e come il trattamento delle infezioni deve tener conto della fisiopatologia femminile, specialmente nel corso del trattamento con farmaci antiretrovirali per il controllo dell'infezione da HIV/AIDS.

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