Laurea Honoris Causa in Letteratura Italiana, Filologia Moderna e Linguistica a Fabrizio Gifuni

Mercoledì 30 maggio l'attore ha ricevuto la pergamena dalle mani del Rettore "per l’alto profilo artistico del candidato, particolarmente noto per i suoi lavori su Gadda e Pasolini"

L’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” ha conferito all’attore Fabrizio Gifuni la Laurea Magistrale Honoris Causa in Letteratura Italiana, Filologia Moderna e Linguistica “per l’alto profilo artistico del candidato – un apprezzato attore che ha spesso collaborato con la Macroarea di Lettere, particolarmente noto per i suoi lavori su Gadda e Pasolini”. La cerimonia, presieduta dal Rettore Giuseppe Novelli, si è svolta presso l’aula T12a della Macroarea di Lettere e Filosofia mercoledì 30 maggio 2018 alle ore 11:00.

Marina Formica, Coordinatrice della Macroarea di Lettere e Filosofia, ha aperto la cerimonia con queste parole: “Ogni testo letterario che sia tale è sempre anche un testo teatrale. Così ha fatto Gifuni in più di 20 anni di lavoro, con il corpo a fare da mezzo. Attraverso l’ostinato studio dei testi degli autori della tradizione letteraria italiana ha inseguito sempre un nuovo modo di dire la realtà riscoprendo la dimensione fisica della parola contro l’ombra semplificatrice della nostra epoca fatta di corpi sempre più smaterializzati”.

Dopo i saluti del Rettore Giuseppe Novelli, il professore Antonio Filippin, Vice Direttore del Dipartimento di Studi Letterari, Filosofici e di Storia dell’Arte, ha letto le motivazioni alla base del conferimento del titolo riconoscendo in Gifuni: “la particolare attenzione agli autori della tradizione letteraria e la non comune capacità nel raggiungere il segreto della parola anche nelle sue forme più elevate”.

È seguita la Laudatio del Prof. Fabio Pierangeli, docente di Letteratura Italiana presso il nostro Ateneo che ha dichiarato: “Se esiste la coscienza della letteratura di aver perso l’uso della parola oggi celebriamo un rito contrario la parola col teatro che ha un corpo. Grazie a interpreti come Gifuni la parola acquista fiducia ritornando al mito antico del teatro. La voce umana è un miracolo, attira le sirene e gli dei. Nei suoi spettacoli ho assistito ai suoi sortilegi, dialoghi a più voci che confluiscono in una sola e in un turbinio di dialetti. Una voce polifonica che ha espresso anche nelle lezioni su Gadda e Pasolini tenute a "Tor Vergata" tutta la sua forza espressiva ricordandoci che la battaglia per l’espressività linguistica viene a coincidere con la libertà dell’uomo”.

Fabrizio Gifuni ha esordito ringraziando e dicendo: “Anche se è stato ribaltato il concetto di arte come emancipazione dei popoli e la cultura sembra un ozioso passatempo; in realtà i testi sono qualcosa da cui non bisogna scappare; bisogna stare sui testi. Ogni testo letterario è sempre potenzialmente un testo teatrale”. L’attore ha quindi esposto la sua Lectio Magistralis intitolata: “La voce umana è un miracolo: il corpo della scrittura, dalla letteratura al teatro”, intraprendendo un percorso di letture e commenti di alcuni grandi testi del nostro Novecento volto ad indagare il rapporto tra voce, corpo, lingua e testi.

“La voce è la parte più misteriosa del corpo umano e resterà sempre un mistero a partire dal timbro. Registra moltissimo delle persone che incontriamo. Una cosa che poco si considera è la traccia sonora segretamente depositata all'interno di un libro che può essere rivelatrice. L’oggetto libro conserva parte del corpo dell'autore – ha spiegato Gifuni – “Pasolini aveva un corpo atletico tutto nervi e una voce leggera e restituiva però nei suoi scritti tutta la violenza del suo pensiero. Gadda col suo corpo ingombrante e le sue nevrosi si è espresso in una lingua proteiforme”. Il lavoro di Gifuni è stato quello di incarnare le parole appartenenti al corpo e alla voce degli autori perché ha aggiunto: “La voce di ogni scrittore sta prima di tutto nel proprio linguaggio e in Gadda, Pasolini e Testori, officine di lavoro per me sempre aperte, ritroviamo anche le voci dei maggiori scrittori della storia italiana come Dante e Manzoni in un mirabolante compendio”.

Negli ultimi dieci anni l’attore ha intrapreso un lavoro di confronto con istituzioni culturali, scuole e università, in Italia e all’estero, convinto che il lavoro dell’attore, oggi più che mai, possa e debba confrontarsi con un’idea di comunità sempre più ampia.

Il 12 ottobre 2015, presso l’Auditorium Ennio Morricone del nostro Ateneo, Gifuni tenne una lezione-spettacolo intitolata “Fabrizio Gifuni racconta Pier Paolo Pasolini, in occasione dei 40 anni della sua morte” dove emerse tutta la sua forza espressiva fondata sulla centralità del corpo come principale strumento di azione. Diverse le lezioni tenute oltre a “Tor Vergata” nelle università La Sapienza, Lumsa di Roma e Harvard University.

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