Il mondo che cambia – Paolo Magri (8 febbraio)

Il concentrarsi della ricchezza in una parte sempre più ristretta della popolazione pone pesanti incognite sulla tenuta della democrazia

Il concentrarsi della ricchezza in una parte sempre più ristretta della popolazione pone pesanti incognite sulla tenuta della democrazia. Solo per fare un esempio: il 58% del totale della crescita prodotta negli Stati Uniti tra il 1976 e il 2007 è confluita nel patrimonio dell’1 per cento più ricco della popolazione. Le maggiori multinazionali hanno bilanci economici e poteri paragonabili a quelli di uno Stato, ma agiscono con un’autonomia pressoché totale su scala planetaria. Le generazioni che si avviano a diventare classe dirigente dovranno muoversi in un mondo del tutto diverso da quello che abbiamo conosciuto fino alla fine del secolo scorso.

Paolo Magri è direttore dell’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) e docente di Relazioni Internazionali all’Università Bocconi