Il mandato delle università: dialogare con tutti

(Data ultima modifica: 04/04/2019, Data pubblicazione: 04/04/2019, Autore: Pubblicato a cura della Redazione Web)
 
Lettera del Rettore Giuseppe Novelli al quotidiano “Il Foglio” del 28 ottobre 2016
 

Caro Meotti, Caro Direttore,

da lettore de “Il Foglio” devo complimentarmi per il bell’articolo apparso oggi (il 27.10 n.d.r.) sulle Vostre pagine. Ritengo però doverose alcune precisazioni, per il rispetto dell’istituzione che rappresento e per il lavoro di tanti.

Il mandato delle Università è quello di dialogare con tutti: questo principio ispiratore trova preciso riscontro anche nella complessa rete di relazioni internazionali intessuta dall’Ateneo di “Tor Vergata”, ed intensificata negli ultimi anni.

L’accordo scientifico-culturale siglato a gennaio 2016 tra l’Università degli Studi di “Tor Vergata” e l’Università del Qatar riguarda le aree di Economia, Ingegneria, Lettere, Giurisprudenza, Scienze e Medicina. Mio co-firmatario, il Presidente dell’Università del Qatar, Hassan Rashid Al-Derham.
La partnership triennale attiva collaborazioni di ricerca e didattica attraverso lo scambio di esperti, docenti, studenti e staff scientifico, la condivisione di informazioni e pubblicazioni e la definizione di programmi di studio condivisi finalizzati a titoli congiunti.

Ma l’accordo con l’Ateneo del Qatar è soltanto uno degli oltre 500 accordi bilaterali e di cooperazione culturale e scientifica attivati dall’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Tra i Paesi con cui sono attive delle partnership, cito Burkina Faso, Ghana, Nigeria, Israele, Cina, USA, Kwait e Oman, dal quale, per fare un esempio, arrivano, ogni anno 11 chirurghi nell’ambito di programmi attivi presso le nostre strutture.

Il nostro Ateneo è fortemente impegnato nella promozione della dimensione internazionale degli studi e della ricerca. Tra gli attuali 108 percorsi di studio, 16 sono “internazionali” e la maggior parte dei 31 programmi di dottorato, in inglese, rilascia titolo congiunto con Atenei stranieri. Ultimo in ordine di tempo, il Master of Science in Economics, che grazie ad un accordo con l’Università di Göteborg (Svezia) prevede il rilascio di un “dual degree” e la possibilità, per i futuri economisti, di studiare un anno a Roma e un anno all’estero.

Solo nell’ultimo biennio, inoltre, si contano 2000 collaborazioni scientifiche con istituzioni internazionali ed 8000 pubblicazioni in coautoraggio con ricercatori di tutto il mondo (fonte: dati SciVal – Elsevier Scopus). In crescita anche la percentuale degli studenti stranieri, provenienti da circa 120 nazioni diverse: con il 12% di presenze, ci attestiamo tra i primi posti in Italia.

La nostra sede di Monteporzio Catone, Villa Mondragone, ha ricevuto il titolo di House of Life, conferito dalla Fondazione Internazionale Raoul Wallenberg, in memoria del salvataggio di alcuni ebrei durante la persecuzione nazista. E proprio a Villa Mondragone, soltanto un mese fa, “Tor Vergata” è stata ancora una volta sede della “World Conference of University Rectors”, organizzata dal Vicariato di Roma, cui hanno preso parte i Rettori di oltre 50 Paesi (tra questi: Siria, Palestina, Giordania, Iran e Federazione Russa), con lo scopo di internazionalizzare il dibattito sulla costruzione della pace. Un evento di enorme portata, dove rappresentanti degli Atenei di Paesi in lotta fra loro, seduti attorno allo stesso tavolo, hanno prodotto la “Carta di Roma instrumentum laboris”, la risoluzione finale per il ruolo delle università da proporre ai massimi livelli internazionali per contribuire al dibattito su disuguaglianze, migrazione e sviluppo.

Cito anche un progetto, ancora in fase di studio, sull’attivazione di un corso di Scienze delle Religioni in collaborazione con l’Università di Bologna. Perché se come diceva Victor Hugo “Chi apre una scuola, chiude una prigione”, è intervenendo sulla conoscenza, lavorando lungo direttrici interdisciplinari e intersettoriali che si può contribuire in maniera attiva allo sviluppo sostenibile globale.

Ed infine, voglio ribadire l’orgoglio con cui vengono conferiti i titoli onorifici del nostro Ateneo. Tra le principali personalità nazionali ed internazionali che ne hanno ricevuto uno, oltre a Hamad Bin Abdulaziz Al-Kawari, cito il Premio Nobel per la Chimica israeliano Aaron Ciechanover, che è anche Presidente del Board internazionale e intersettoriale di “Tor Vergata”, il matematico neozelandese Vaughan F.R. Jones, il Presidente Emerito Giorgio Napolitano, il Direttore d’Orchestra britannico Antonio Pappano, mentre, tra i prossimi conferimenti, segnalo quelli al divulgatore scientifico Piero Angela (il prossimo 14 novembre) ed alla scienziata Fabiola Gianotti.

Buon lavoro,

Giuseppe Novelli
Rettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”


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