P.RE.VAL.E: Continuano a migliorare gli standard clinici del Policlinico Tor Vergata

La Regione Lazio presenta i dati del Programma Regionale Valutazione Esiti degli Interventi Sanitari 2019

Continuano a migliorare gli esiti di cura degli interventi sanitari effettuati dal Policlinico Tor Vergata nel 2018, in particolare per quanto riguarda le aree di chirurgia generale e oncologica, osteomuscolare, neurologica, cardio-circolatoria e respiratoria, con incremento della percentuale di attività ad alta qualità. Questo è quanto emerge dai dati contenuti nel P.Re.Val.E (Programma Regionale Valutazione Esiti degli Interventi Sanitari) 2019 presentati ieri, 30 maggio 2019, nella sede della Regione Lazio dall'assessore alla Sanità Alessio D'Amato insieme con il direttore del dipartimento di Epidemiologia del Lazio Marina Davoli e al direttore della Direzione Regionale Salute e Integrazione Socio-Sanitaria Renato Botti.

“Il riconoscimento da parte della Regione del miglioramento registrato dai nostri outcome clinici è un risultato importante – commenta Tiziana Frittelli, direttrice generale del Policlinico Tor Vergata – considerato anche il grande impegno profuso in questi anni per il miglioramento dei percorsi clinici ed organizzativi al fine di ampliare l’offerta di prestazioni e l’efficacia delle terapie dedicando allo stesso tempo un’attenzione particolare all’ottimizzazione della spesa, al fine di contenere il disavanzo finanziario”.

Negli ultimi cinque anni il Policlinico Tor Vergata ha infatti registrato una diminuzione del disavanzo pari al -66%, passando da oltre 73 milioni di Euro a 24 milioni e 900mila euro.

Questo a fronte di un continuo aumento del valore della produzione che secondo quanto riportato sul bilancio approvato dalla Regione Lazio non più di un mese fa, è passato da 224 milioni e 900mila Euro a 251 milioni e 900mila euro.

Il tutto continuando a investire sul personale e sulle attrezzature, grazie a investimenti continui nella reingegnerizzazione dei processi organizzativi, all’acquisto di nuove attrezzature per circa 8 milioni di euro e alla manutenzione dei macchinari già in uso per oltre 6 milioni di euro su base annua.