XXVIII anniversario delle Stragi di Capaci e Via D'Amelio - 23 maggio 2020

Il Rettore a tutta la Comunità Universitaria

Cari tutti,

nel leggere la lettera inviatami dalla dott.ssa Maria Falcone contenente l’invito a celebrare il XXVIII anniversario delle stragi mafiose in cui hanno perso la vita i giudici Falcone (con la moglie Francesca Morvillo) e Borsellino e gli agenti della scorta, non ho potuto non constatare come, a distanza di molti anni, nella memoria di tutti noi sia ancora vivo il pensiero ed il ringraziamento verso quelle donne e quegli uomini che in un periodo tragico della storia del nostro paese hanno sacrificato la loro vita per gli ideali di legalità.

Allo stesso modo la drammatica emergenza sanitaria che il paese sta attualmente vivendo non deve, altresì, farci dimenticare il coraggio dei medici, infermieri, operatori sanitari e forze dell’ordine che hanno perso la vita per proteggere tutti noi dagli effetti devastanti del virus.

Questa è l’Italia in cui ci riconosciamo e che vogliamo che i giovani apprezzino e rispettino.

Le stragi di Capaci e di Via D’Amelio hanno sconvolto le nostre coscienze così come le morti di migliaia di italiani (giovani e anziani) negli ospedali e nelle residenze sanitarie assistite.

Mi rivolgo a voi cari ragazzi con l’accorato appello di NON DIMENTICARE.

Continuiamo a rendere omaggio ed a ricordare chi non si è nascosto, non ha girato la testa dall’altra parte ma ha dimostrato (senza dirlo) che si può e si deve reagire a tutte le sfide che minano la nostra vita e la convivenza civile.

E’ con sincera partecipazione che accolgo l’invito di Maria Falcone, peraltro condiviso dal M U R, a ricordare questo anniversario, ovviamente non sfilando, ma esponendo il 23 maggio p.v. un lenzuolo bianco sugli edifici del nostro Ateneo.

IL RETTORE
Prof. Orazio Schillaci