Diabete e demenza: “Recognised”, al via la ricerca sulla disfunzione retinica e cognitiva per identificare pazienti a rischio

“Tor Vergata” partner del progetto con il Dipartimento di Medicina dei Sistemi

Il diabete mellito di tipo 2 è un noto fattore di rischio per lo sviluppo del decadimento cognitivo e della demenza. Numerosi studi infatti descrivono un rischio raddoppiato per i pazienti diabetici di sviluppare la malattia di Alzheimer, se confrontata con la popolazione generale.

Il progetto europeo RECOGNISED “Retinal and cognitive dysfunction in type 2 diabetes: unraveling the common pathways and identification of patients at risk of dementia”, mira a individuare i meccanismi biologici responsabili delle alterazioni strutturali e funzionali cerebrali ricercando possibili collegamenti tra le alterazioni retiniche e quelle cerebrali.

La retina, infatti, condivide con l'encefalo la stessa origine embrionale, caratteristiche anatomiche e proprietà fisiologiche, fornendo una innovativa finestra di accesso per lo studio delle patologie neurologiche.

Lo studio, finanziato dall’Unione europea attraverso il programma Horizon 2020, relativo ad attività di ricerca nei campi “Health, Demographic change and wellbeing” riunisce 21 partner provenienti da nove Paesi Europei e vede, tra i centri coinvolti sul territorio italiano, il gruppo di ricerca della professoressa Simona Frontoni, docente presso il Dipartimento di Medicina dei Sistemi, Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma “Tor Vergata” e Direttore della UOC di Endocrinologia e Diabetologia del Fatebenefratelli-Isola Tiberina di Roma.

I ricercatori del progetto RECOGNISED, partendo dalla tesi che la degenerazione della retina possa progredire parallelamente alla degenerazione cerebrale e che, quindi, le manifestazioni neurodegenerative retiniche possano essere più evidenti nei pazienti con rapido declino cognitivo, cercheranno di scoprire meccanismi patogenetici comuni alle due malattie e le molecole chiave, al fine di identificare nuovi bersagli terapeutici correlati alla degenerazione sia della retina (nel diabete di tipo 2) che del cervello (partendo dal lieve decadimento cognitivo sino a possibili collegamenti con la patologia di Alzheimer).

Il gruppo di ricerca, condotto dalla professoressa Frontoni, si occuperà, in particolare, del reclutamento e inquadramento clinico dei pazienti per lo studio e del coordinamento del progetto, mentre la parte oculistica sarà affidata alla Fondazione G.B. Bietti, centro di eccellenza per la ricerca oftalmologica.

«Se si considera che il decadimento cognitivo comporta, come naturale conseguenza, un controllo glicemico non a target e una maggiore incidenza di complicanze, con importanti ripercussioni sia sulle realtà familiari che del Sistema Sanitario, questo studio promette di avere una fondamentale risonanza per migliorare l’impatto del diabete sulla qualità di vita dei pazienti», afferma la professoressa Frontoni.

Per maggiori informazioni vai alla scheda del progetto RECOGNISED sul sito CORDIS, il servizio della Comunità Europea d'informazione sulla ricerca e sviluppo

LINKS: www.cordis.eu

A cura dell’Ufficio Stampa di Ateneo