Il 3 e 4 ottobre 2026, a Bettona, borgo umbro in provincia di Perugia, vicoli, piazze, chiostri e giardini diventano luoghi da ascoltare. Musica, arti visive e progettazione architettonica si incontrano in Urban Poetry, progetto che sperimenta un nuovo modo di leggere e vivere il borgo attraverso il rapporto tra spazio, suono e memoria.
Finanziato nell'ambito del PRIN AFAM, il programma del Ministero dell'Università e della ricerca dedicato ai progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale delle istituzioni dell'Alta formazione artistica, musicale e coreutica, Urban Poetry è promosso dal Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia come istituzione capofila e coinvolge l'Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia e il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria informatica dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata.
Il Dipartimento partecipa al progetto con Antonella Falzetti, docente di Composizione architettonica e urbana, insieme al gruppo di ricercatori, dottorandi e laureandi del Laboratorio di progettazione architettonica e urbana da lei diretto.
Il contributo dell'Ateneo si sviluppa su due piani: il supporto scientifico e metodologico all'intera ricerca e un'attività progettuale applicata agli spazi urbani di Bettona. In un percorso fortemente interdisciplinare, l'obiettivo è costruire un terreno comune nel quale i diversi linguaggi coinvolti possano incontrarsi e concorrere a un'unica sperimentazione.
L'indagine parte dai luoghi meno evidenti del borgo, da quegli spazi pubblici che non possiedono sempre un'identità immediatamente riconoscibile, ma conservano significati, relazioni e memorie ancora da far emergere. Pieni e vuoti, margini e aperture, attraversamenti e soste, soglie e affacci diventano così gli elementi di una trama già presente, riletta attraverso il progetto e restituita a una nuova percezione.
Bettona viene osservata nella sua struttura visibile e invisibile, riconoscendo il modo in cui lo spazio pubblico si articola e costruisce sequenze. Il borgo è interpretato come un organismo urbano e paesaggistico, da comprendere attraverso le sue strutture, le sue relazioni e le sue misure spaziali e percettive.
A questa lettura si affianca l'esplorazione del paesaggio sonoro, inteso non come elemento sovrapposto, ma come parte integrante del luogo. Il progetto individua quinte, scene, soglie e punti di sosta capaci di accogliere le esibizioni degli studenti e dei docenti del Conservatorio. Lo spazio partecipa all'azione artistica e, nello stesso tempo, l'azione ne porta alla luce qualità spesso nascoste.
Un percorso di soundwalk ne amplifica la percezione.
Il percorso prende forma già nelle giornate del 19 e 20 settembre 2026, quando concerti, installazioni sonore, performance e percorsi di ascolto attraversano il centro storico. Le iniziative del 3 e 4 ottobre riportano la musica negli spazi di Bettona e trasformano ancora una volta il borgo in un laboratorio a cielo aperto.
Urban Poetry propone così un modo diverso di abitare i borghi: non limitarsi a guardarli, ma ascoltarli. È nell'incontro tra spazio, suono e azione creativa che i luoghi riscoprono la propria trama e la rendono nuovamente percepibile.
a cura dell'Ufficio Stampa di Ateneo