All'Università di Roma Tor Vergata il nuovo centro di ricerca internazionale di fisica

Roma, 10 giugno 2011

Sarà costruito nel campus dell'Università di Roma Tor Vergata la SuperB Factory, il grande centro di ricerca internazionale per la fisica fondamentale e applicata, proposto dall'INFN e primo nella lista dei 14 progetti bandiera del Piano di Ricerca Nazionale del MIUR e approvati dal CIPE. Lo ha annunciato il presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Roberto Petronzio alla Biodola, all'Isola d'Elba, dove 300 fisici provenienti da tutto il mondo si sono dati appuntamento per il kick off meeting di SuperB, che ha segnato una tappa di avanzamento cruciale verso la realizzazione della macchina. Il progetto prevede la costruzione di un grande anello acceleratore sotterraneo, in cui si scontreranno elettroni e positroni, che occuperà un'area di circa 30 ettari del campus dell'Università di Roma Tor Vergata e sarà ben collegato con i vicini Laboratori Nazionali di Frascati dell'INFN.
L'obiettivo dei fisici è quello di gettare luce su alcune delle grandi questioni della fisica contemporanea. Ad esempio sui meccanismi che hanno prodotto la scomparsa dell'antimateria poco dopo il Big Bang, ai primordi della storia del nostro Universo o sulle forze che tengono uniti i componenti fondamentali della materia. Il programma di ricerca di SuperB è del tutto complementare a quello della grande macchina del CERN LHC, poiché i due acceleratori si affacciano verso due diverse frontiere della fisica sperimentale delle alte energie:intensità ed energia. SuperB punterà ad aumentare l'intensità delle collisioni dei fasci di particelle e quindi la produzione di fenomeni fisici estremamente rari e non ancora esplorati. LHC invece ha aumentato in modo straordinario l'energia a cui avvengono le collisioni, indagando la nuova fisica prodotta in questo modo. Il balzo in avanti della luminosità (ovvero del numero di collisioni prodotte) di SuperB si basa su idee sviluppate in Italia e sperimentate dalla divisione acceleratori dei Laboratori Nazionali di Frascati dell'INFN, con la macchina Dafne.
La stessa infrastruttura però fornirà nuove tecnologie e avanzati strumenti di sperimentazione alle ricerche di fisica della materia, biologia, nanotecnologie e biomedicina. SuperB offrirà infatti da subito a un'ampia comunità scientifica interdisciplinare, italiana e internazionale la possibilità di utilizzare le linee di luce innestate lungo il percorso della macchina. In diverse di queste facilities verrà raccolta e indirizzata la cosiddetta "luce di sincrotrone" emessa dagli elettroni nella loro corsa nell'acceleratore. Fasci di luce con caratteristiche uniche per coerenza e collimazione consentiranno di visualizzare strutture biologiche o inorganiche a una risoluzione mai raggiunta e di scattare delle "microistantanee" dei processi biochimici in atto. Potranno essere utilizzati nella costruzione di nano strutture o di componenti elettronici. Saranno utili per la sintesi di nuovi farmaci o materiali innovativi. Non a caso l'Istituto Italiano di Tecnologia ha partecipato alla fase di gestazione del progetto e sarà uno dei fruitori dell'acceleratore come sorgente di luce ad alta brillanza. La collocazione a Tor Vergata inoltre apre naturalmente la collaborazione all'intera comunità accademica italiana e agli enti di ricerca che risiedono nella stessa area.
"E' la prima volta che una macchina acceleratrice viene progettata fin dall'inizio per soddisfare allo stesso tempo le esigenze della fisica fondamentale e di quella applicata - ha dichiarato il presidente dell'INFN, Roberto Petronzio- SuperB rappresenta una storica occasione di incontro di queste due importanti comunità internazionali e allo stesso tempo la possibilità di valorizzare significativi settori della ricerca italiana. Il progetto si inquadra naturalmente in un contesto di collaborazioni internazionali e contribuirà a rafforzare il primato europeo nella fisica delle alte energie, che ha già un suo solido faro nel CERN di Ginevra."
"L'Università di Roma Tor Vergata - dichiara il Rettore, prof. Renato Lauro - si propone di accogliere questa struttura di ricerca in quanto è in grado di offrire un'area sufficientemente vasta (30 ettari) necessaria per la sua realizzazione; inoltre, nell'Ateneo sono presenti ricercatori eccellenti nell'ambito della ricerca di base e fisica applicata che potranno naturalmente avvalersi della vicinanza fisica e culturale dell'INFN. Va infine ricordato, a sottolineare l'importanza dell'iniziativa, che per l'operatività di SuperB sarà coinvolta, a pieno regime, una comunità scientifica di oltre mille scienziati e tecnici".
Il progetto, il cui costo è pari ad alcune centinaia di milioni di euro, è stato finanziato dal documento di programmazione economica del CIPE per 250 milioni di euro. L'enorme mole di dati prodotta dagli esperimenti di fisica fondamentale, così come dalle ricerche multidisciplinari collegate alla macchina, sarà inoltre memorizzata, elaborata e analizzata da una rete di risorse calcolo e memoria, distribuite sul territorio nazionale. In particolare nuovi grandi nodi di calcolo e smistamento dei dati saranno realizzati in diverse regioni del Sud e affiancheranno il centro di calcolo del CNAF - INFN di Bologna, uno degli 11 nodi di primo livello della rete mondiale GRID per l'elaborazione e l'analisi dei dati di LHC. I nuovi centri di calcolo diverranno infine una preziosa risorsa per l'informatizzazione e le reti informatiche legate a servizi sul territorio.

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