È ufficialmente entrato nel vivo il cantiere di restauro della cosiddetta Loggia secreta di Villa Mondragone a Monte Porzio Catone, uno degli ambienti più enigmatici e scenografici del complesso rinascimentale costruito dal Cardinale Marco Sittico Altemps per ospitare Papa Gregorio XIII.
Un intervento reso possibile grazie al Bando per la valorizzazione delle dimore e dei giardini storici della Regione Lazio (Det. n. G13435/2023), nell'ambito del quale il progetto di restauro delle decorazioni pittoriche e plastiche, presentato dall'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, è stato ammesso in graduatoria al 4° posto su 76 proposte, con un contributo pari a 49.870,07 euro (70% del costo complessivo di 71.242,95 euro), cofinanziato dall'Ateneo e da uno sponsor privato per la restante quota.
Il progetto mira a salvaguardare e valorizzare i delicati cicli decorativi della Sala Verde e della Sala delle Cariatidi, oggi fortemente compromessi da infiltrazioni e degrado: affreschi ottocenteschi, finte architetture e raffinati ninfei cinquecenteschi a stucco e policromia, tra i più rappresentativi del cosiddetto “Casino Segreto”.
Fin dalle prime fasi, gli interventi stanno assumendo i contorni di una vera e propria scoperta archeologico-artistica: sotto strati di stuccature e ricostruzioni successive stanno riaffiorando, sorprendenti dettagli iconografici resi con una policromia ancora perfettamente leggibile, con capigliature bionde, ornamenti raffinati e finiture cromatiche di straordinaria qualità esecutiva.
Le superfici rivelano una tecnica decorativa sorprendentemente sofisticata e di altissimo livello, fatta di graniglie di marmi, paste vitree, perle colorate, conchiglie di varie specie applicate su fondi cromatici ottenuti con pigmenti a colori vivaci, in un raffinato gioco di materiali e luce che restituisce tutta la complessità originaria dell'apparato decorativo.
Il restauro sta così restituendo non soltanto decorazioni e colori perduti, ma anche una memoria stratificata fatta di trasformazioni, censura estetica e reinterpretazioni storiche.
E non è tutto. Ancora più inatteso è ciò che emerge sotto gli strati di ridipinture e stuccature più recenti: le forme originali delle Cariatidi e figure maschili camuffate o reinterpretate come figure femminili, insieme a restauri e ridipinture che sembrano aver volutamente alterato la percezione originaria dell'opera.
La “Loggia segreta”, concepita nel pieno della stagione monumentale legata ad Altemps come ambiente di rappresentanza e meraviglia, racconta oggi una storia molto più complessa. Nei secoli, infatti, gli spazi furono progressivamente adattati: da residenza papale a dimora principesca giunsero ad ospitare il Nobile Collegio Mondragone, prestigiosa istituzione gesuitica creata nella villa tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, con modifiche che ne alterarono in parte l'immagine e il significato.
Il restauro sta così restituendo non soltanto decorazioni e colori perduti, ma anche una memoria stratificata fatta di trasformazioni, censura estetica e reinterpretazioni storiche. Una storia che oggi torna lentamente alla luce, rivelando un patrimonio che non è solo da conservare, ma anche da riscrivere.
Il progetto si svolge sotto l'alta e costante sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti, con la dirigente arch. Lisa Lambusier, che -in stretto coordinamento con l'Ufficio tecnico di Ateneo- sta garantendo il rigoroso controllo scientifico delle fasi operative e la coerenza dell'intervento
“È un momento che cambia la percezione stessa del monumento”, si potrebbe riassumere nelle parole del Rettore dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron, che ha sottolineato come il restauro rappresenti “un esempio virtuoso di integrazione tra ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio storico”.
Dalla Regione Lazio, l'Assessore alla Cultura, Pari opportunità, Politiche giovanili, Famiglia e Servizio civile, Simona Renata Baldassarre evidenzia come l'intervento “restituisca centralità a un bene straordinario, coniugando investimento pubblico, ricerca scientifica e accessibilità culturale”.
Sulla stessa linea, il responsabile regionale per la programmazione dei fondi culturali, l'Assessore regionale del Lazio al bilancio, agricoltura, parchi e foreste, Giancarlo Righini richiama “il valore strategico di progetti che trasformano il restauro in sviluppo culturale e conoscenza condivisa”.
Completata la fase di pulitura e rimozione delle aggiunte non originali, resta per la ditta Ma.co.re., impresa affidataria dei restauri, e per gli enti coinvolti ora il nodo più delicato: come affrontare le integrazioni storiche — avambracci, mani e parti mancanti delle Cariatidi — e il trattamento del fondo della nicchia, oggi parzialmente scialbato.
La Loggia segreta si conferma così non solo un capolavoro del tardo Rinascimento romano, ma anche un palinsesto stratificato di interventi, trasformazioni e riscritture successive. Un luogo che, grazie al restauro in corso, sta progressivamente restituendo non soltanto la sua immagine, ma la sua storia nascosta.