Cinque giorni, circa 280 presentazioni e 350 ricercatori provenienti da tutto il mondo. Dal 31 agosto al 4 settembre nel Centro congressi 'Luigi Zordan' dell'Università dell'Aquila si è svolto Algo 2026, il maggiore meeting europeo dedicato alla scienza degli algoritmi.
Tra L'Aquila e Roma, le traiettorie dell'innovazione tecnologica europea tracciano nuove coordinate fondamentali. Un evento di portata internazionale capace di richiamare circa 350 ricercatori da ogni angolo del pianeta per presentare oltre 280 studi d'avanguardia. Per l'organizzazione scientifica di questo appuntamento, emerge il contributo di Roma Tor Vergata, grazie all'impegno di Luciano Gualà, associato di Informatica presso il Dipartimento di Ingegneria dell'Impresa "Mario Lucertini". La presenza dell'ateneo al fianco dell'Università dell'Aquila e del Gran Sasso Science Institute (Gssi) dimostra come l'università si confermi un polo propulsore di livello per le scienze matematiche e dell'informazione, per partecipare da protagonista allo studio delle più recenti innovazioni tecnologiche.
“L'algoritmica è una disciplina dell'informatica ormai consolidata e, allo stesso tempo, sempre in evoluzione”, spiega il prof. Gualà. “Riveste un ruolo centrale nei corsi di Informatica e Ingegneria Informatica e rientra nelle linee guida ministeriali per l'insegnamento dell'informatica nella scuola secondaria. Il mondo che ci circonda è governato da algoritmi sempre più sofisticati e saper analizzare, progettare o anche solo parlare di algoritmi è culturalmente fondamentale”. Gualà evidenzia anche la rilevanza internazionale di Algo: “È un appuntamento annuale per i ricercatori in algoritmi, il principale in Europa e uno dei più importanti a livello mondiale. Ogni anno vengono presentati lavori che spaziano da risultati squisitamente teorici ad algoritmi e strutture dati con un forte impatto applicativo”.
Un ruolo diretto nell'organizzazione dell'edizione 2026 è stato svolto anche da Roma Tor Vergata, insieme all'Università dell'Aquila e al Gssi. “Insieme a quattro colleghi abbiamo lavorato moltissimo per la riuscita dell'evento. È stata dura, ma siamo molto soddisfatti. Far parte degli organizzatori di Algo 2026 è stato un grande onore, che spero dia lustro al nostro Ateneo, che si è sempre distinto per la qualità della ricerca su questo tema”, conclude Gualà.
Capire il valore di questa conferenza serve ad addentrarsi nella sostanza di ciò che muove la nostra vita quotidiana. Se oggi possiamo orientarci nell'ingorgo cittadino grazie a un navigatore satellitare, trovare in una frazione di secondo un documento tra miliardi di pagine sul web, scorrere feed personalizzati sui social network o dialogare con sofisticati chatbot e sistemi di intelligenza artificiale, il merito è interamente degli algoritmi. Un sistema in continua evoluzione, di cui è importante comprenderne le potenzialità future.
I lavori sono stati divisi in sei sessioni parallele. L'appuntamento principale è stato l'European Symposium on Algorithms 2026 (ESA), conferenza dedicata alla progettazione degli algoritmi, alle strutture dati, alla complessità computazionale e alle applicazioni dell'algoritmica.
Accanto a questo, l'agenda del congresso spazia dal cloud computing con le sessioni di 'Algocloud', alla gestione ottimizzata delle reti wireless in 'Algowin', passando per la modellazione e la gestione intelligente dei sistemi di trasporto integrati curata da 'Atmos'. Non mancano le frontiere avanzate della medicina e della biologia con 'Wabi', dedicato alle applicazioni per la bioinformatica, affiancato da 'Ipec' per la complessità parametrizzata e gli algoritmi esatti e da 'Waoa' sui sistemi di approssimazione e calcolo in tempo reale.
a cura dell'Ufficio Stampa di Ateneo