Martedì 11 novembre 2025 la Fondazione Piero della Francesca di Sansepolcro ha ospitato una conferenza di Alberto Luongo, docente di Storia Medievale al dipartimento di storia, patrimonio culturale, formazione e società di Roma Tor Vergata, dal titolo “La peste e gli anticorpi”.
La peste nera datata 1348, ha appresentato non solo un'emergenza sanitaria, ma anche una sfida per la sopravvivenza economica dei borghi italiani. L'incontro, incentrato sulle conseguenze della pandemia sull'economia di Sansepolcro (all'epoca Borgo San Sepolcro), ha mostrato come la rendita di posizione del borgo - posto al centro dei traffici tra il Tirreno e l'Adriatico, oltre che in un territorio ricco di risorse quali legno, acqua, pascoli e animali - gli consentì di recuperare abbastanza in fretta i vuoti demografici causati dalla peste.
Attraverso l'analisi di fonti notarili, statuti e documenti corporativi, il ricercatore di Roma Tor Vergata ha ricostruito il ruolo manifatturiero e commerciale della città, attiva nella produzione di panni di lana e veli di cotone, e nella vendita del guado verso i mercati fiorentini e mediterranei.
In particolare – ha dichiarato all'ufficio stampa di ateneo il prof. Luongo -, il legame sviluppato già prima della peste con la manifattura laniera fiorentina (tra le più sviluppate d'Europa), che importava da Borgo San Sepolcro il guado (dalla pianta Isatis tinctoria della famiglia delle brassicaceae), la pianta utilizzata per tingere i panni di color blu, fece sì che gli operatori economici locali si ritrovassero dopo la peste già inseriti in circuiti commerciali sovralocali. Una condizione che altri centri, anche più grandi, cercarono di raggiungere solo allora, in risposta al venir meno del mercato locale”. A beneficiare economicamente del commercio del guado, da alcuni definito “oro blu”, anche parenti del noto pittore Piero della Francesca. “Gli affari - conferma Luongo - nel settore del guado e dell'artigianato erano, dunque, così frequenti che anche chi svolgeva altre professioni poteva decidere di investirvi, come fecero anche gli antenati di Piero della Francesca, che avrebbe indirettamente beneficiato del livello di benessere costruito dopo la peste”.
Pochi anni dopo la peste, nasce infatti nel Borgo Sansepolcro Piero della Francesca (1412-1492), la cui casa ospita oggi la Fondazione. Geniale pittore e matematico italiano del Rinascimento, è celebre per la sua opera artistica, in particolare per l'uso della prospettiva per le sue opere. Tra le più famose ci sono "La Flagellazione di Cristo", "Battesimo di Cristo" e gli affreschi della "Leggenda della Vera Croce" ad Arezzo.
Photo credit: Fondazione Piero della Francesca
a cura dell'Ufficio Stampa di Ateneo