“Una figura istituzionale tra le più rilevanti e trasversali con ruoli di primo piano sotto governi di diversi colori” così la professoressa Marina Formica ha introdotto Franco Gabrielli, intervenuto lo scorso 15 giugno presso il teatro della casa circondariale di Rebibbia- Nuovo Complesso, nell'ultimo appuntamento della serie di incontri organizzati dal progetto Università in carcere dell'università di Roma Tor Vergata.
Questi incontri hanno visto nel corso degli anni come oratori personaggi di calibro come il ministro Nordio e il presidente CNEL Brunetta, e anche Diego Bianchi, notissimo autore e presentatore televisivo, che si sono rivolti alla platea di studenti detenuti iscritti ai vari corsi di laurea del nostro Ateneo.
Con Gabrielli è stato affrontato il tema Diritti, sicurezza e futuro delle carceri basandosi anche sul suo ultimo sforzo editoriale, il libro “Contro la paura. Manifesto per una sicurezza democratica” edito da Feltrinelli.
“Valore particolare la presenza del professor Gabrielli nel progetto Università in carcere del nostro Ateneo, che apre prospettive nuove e percorsi di crescita personale e anche professionale utili al reinserimento” il rettore dell'università di Roma Tor Vergata Nathan Levialdi Ghiron ha dato il benvenuto a Franco Gabrielli qui anche nella sua veste di docente universitario, sottolineando l'importanza dell'iniziativa. “Intraprendere scelte impegnative e coraggiose appoggiate dall'Ateneo è un fondamentale elemento di riscatto. Un valore nel dialogo tra università e istituzioni per dare valore e spessore a quell'area trattamentale del carcere prevista dall'art.27 della Costituzione italiana, con la cura della formazione in carcere”.
Il professor Gabrielli ha ringraziato il rettore e la professoressa Formica per l'opportunità di parlare in un luogo e di argomenti che a lungo ha conosciuto. “Nei capitoli 13 e 14 del libro che è facile da leggere e rileggere”, ha sottolineato l'autore, “tratto argomenti che ho conosciuto. Il carcere in tutte le mie frequentazioni personali è stato sempre per me un rumore di fondo. Quando ho cominciato a scrivere ho voluto fortissimamente parlare di carcere. Il carcere è la cartina di tornasole per la società e di come interpretiamo il concetto di sicurezza”.
“Parola fondamentale, il dialogo” e sul tema del dialogo Gabrielli ha intrattenuto il pubblico, tra cui anche gli studenti detenuti, puntando il dito sulla semplificazione della comunicazione. Slogan, social, inchieste demoscopiche, la spasmodica ricerca della “pancia della società”: “provano a tranquillizzare le nostre paure, con il risultato di alimentarle. In una sorta di mercato della paura fanno da contraltare le soluzioni semplici”. E di qui il riferimento alla sicurezza reale e alla sicurezza percepita, alla mancanza di trasparenza, all'attenzione dedicata ai macrodati con la chirurgica dimenticanza dei microdati, che invece consentono una conoscenza più approfondita indispensabile per lavorare per la sicurezza.
“Invece di vagheggiare l'identità Italia, dove invece il nostro meticciato è la condizione della nostra genialità, proviamo a costruire l'identità civica? Come? Con i primi 54 articoli della Costituzione”.
Al termine dell'evento, Gabrielli ha risposto alle domande dei detenuti ospiti della casa circondariale, tra cui i signori Michele e Giuseppe, che hanno intrapreso il percorso universitario dell'università di Roma Tor Vergata.
a cura dell'Ufficio Stampa di Ateneo