“8 Billion Reasons To Act on Obesity”, ovvero “8 miliardi di motivi per agire contro l'obesità. Abbiamo tutti i nostri motivi per cambiare la storia dell'obesità. Qual è il tuo?”: è questo lo slogan della Giornata Mondiale 2026, per richiamare l'attenzione sui temi di questa emergenza, quali la comprensione, la prevenzione, combattere lo stigma sociale e promuovere azioni concrete per contrastarla.
Ad oggi più di 1 miliardo di persone nel mondo convive con l'obesità ed entro il 2035 oltre metà della popolazione mondiale vivrà in sovrappeso o con obesità, con un impatto economico globale stimato nel 2030 di 3,23 trilioni di dollari. Questi alcuni numeri emersi dall'incontro di mercoledì 4 marzo 2026 tra le 10-13 tenutosi in occasione della Giornata Mondiale dell'Obesità, in Senato attraverso le organizzazioni italiane aderenti e partner della World Obesity Federation. Presentata in giornata la “Carta di Erice 2026 sull'Obesità” su iniziativa della senatrice Daniela Sbrollini, che ha promosso La Giornata Mondiale in Italia in collaborazione con l'Intergruppo Parlamentare Obesità, Diabete e malattie croniche non trasmissibili e la World Obesity Federation.
Fra le priorità: sviluppare strategie di prevenzione e trattamento e contrastare lo stigma, in un Paese come l'Italia che è tra i primi ad aver approvato una legge specifica sulla questione.
Paolo Sbraccia, Presidente IBDO Foundation e ordinario di Medicina interna al dipartimento di Medicina dei sistemi dell'università di Roma Tor Vergata ha sottolineato come “nonostante il crescente riconoscimento come malattia cronica, che in Italia è avvenuto ora anche per legge, l'obesità continua a rappresentare una crisi sanitaria globale. La cura dell'obesità richiede lo stesso livello di urgenza riservato alle altre malattie non trasmissibili, per le quali rappresentano un punto fermo aspetti quali un accesso equo alle cure, la centralità della persona e la presenza di risorse adeguate. È giunto il momento – ha concluso Sbraccia - di mettere in atto soluzioni di politica sanitaria e di governance clinica che siano in grado di dare risposte concrete alle persone con obesità e soprattutto che coinvolgano e siano disponibili per l'intera popolazione, al fine di aumentare il supporto e diminuire le disuguaglianze di accesso alle cure sul territorio”.
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha così commentato l'evento: “In questa giornata rinnoviamo con forza il nostro impegno nel contrasto all'obesità, patologia che in Italia riguarda milioni di persone, sia adulti sia bambini. Il riconoscimento dell'obesità come malattia cronica e il suo inserimento nel Piano Nazionale della Cronicità rappresentano un passaggio fondamentale: non un atto simbolico, ma risposte concrete ai bisogni delle persone. Ma possiamo fare ancora molto”.
In Italia, il World Obesity Day è promosso dalle società, network, fondazioni e associazioni aderenti e partner della World Obesity Federation quali la Società Italiana dell'Obesità, la Società Italiana di Diabetologia, l'Italian Obesity Network, IBDO Foundation, OPEN Italy, l'Associazione Medici Diabetologi, l'Associazione Medici Endocrinologi, l'Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, la Società Italiana Di Medicina Generale e delle cure Primarie, Federazione Italiana Associazioni Obesità, in collaborazione con EASO e ECPO e con la partecipazione della Società Italiana di Endocrinologia, della Società Italiana di Chirurgia dell'Obesità e delle Malattie Metaboliche, della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica, dell'European Leadership Forum- Italia e dell'Italian Wellness Alliance.
a cura dell'Ufficio Stampa di Ateneo