“Perché la religione sembra aver bisogno della violenza e la violenza necessita della religione? Come possono tanti credenti pensare che esista un mandato divino per esercitare il terrore? Le guerre contemporanee, alcune delle quali ancora in corso nei nostri giorni, tornano a rendere attuali queste drammatiche questioni”.
Domande simili a pietre nelle conclusioni della traduzione spagnola del libro La Fe armada. Católicos y violencia política en el siglo XX scritto da Lucia Ceci, che trascina il lettore nelle questioni davvero attuali che infiammano il pianeta.
Il saggio storico ripercorre nel corso del Novecento e nelle diverse aree del mondo - dall'Irlanda del Nord ai Paesi Baschi, dalle Filippine alla Colombia, dal Messico al Ruanda - la legittimazione da parte dei cristiani e dei cattolici dell'esercizio della violenza come forma di lotta organizzata a fini politici, nella convinzione che la scelta armata fosse non solo legittima, ma obbligatoria per difendere istituzioni, valori ritenuti irrinunciabili e promuovere trasformazioni radicali nella vita pubblica. Nel corso del Novecento, ma anche nei giorni nostri, con la citazione della preghiera dei pastori evangelici riuniti nella Sala Ovale, attorno al Presidente degli Stati Uniti: la benedizione divina sui conflitti in corso, una scena che “ripropone esplicitamente l'ideologia della crociata”.
L'autrice, docente di Storia contemporanea all'università di Roma Tor Vergata, direttrice del dipartimento di Storia, patrimonio culturale, formazione e società e prorettrice alla Comunicazione dell'Ateneo e autrice di numerose monografie sui temi della Chiesa e del Fascismo, ha pubblicato nel 2022 l'opera in lingua originale La fede armata. Cattolici e violenza politica nel Novecento per i tipi de Il Mulino. Due anni dopo, viene tradotta in inglese e pubblicata da Routledge editore col titolo Catholics and Political Violence in the Twentieth Century: A Global History. Da pochi giorni ne è disponibile la versione tradotta in lingua spagnola per Marcial Pons editore. Quasi due miliardi di lettori potenziali. Quando la ricerca storica supera tutte le frontiere.
a cura dell'Ufficio Stampa di Ateneo