Un confronto sullo stato detentivo reale, sulla funzione della pena e sulle scelte pratiche da attuare nell'anno giubilare. Mettendo a fuoco condizioni di vita e tutela della salute, proporzionalità e differenziazione della risposta sanzionatoria, effettività dell'esecuzione penale esterna, standard europei del Comitato per la prevenzione della tortura (CPT), riduzione del sovraffollamento e tempi della giurisdizione.
Tutto questo è stato affrontato durante la conferenza organizzata dal CREG (Centro di Ricerche Economiche e Giuridiche) dal titolo “Oltre il carcere. Giubileo 2025 dialogo sul rinnovamento”, che si è svolta mercoledì 26 novembre 2025 nella facoltà di Economia dell'università di Roma Tor Vergata.
I saluti istituzionali sono stati affidati a Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell'università di Roma Tor Vergata, Francesco Paolo Sisto, vice ministro della Giustizia, Loredana Mirra, coordinatrice CREG e Paolo Giordani, presidente Istituto Diplomatico Internazionale. Intervento introduttivo di Enzo Rossi, presidente CREG e ordinario di Economia Politica presso l'università di Roma Tor Vergata, cui hanno fatto seguito quelli di Paolo Iafrate, CREG, e diversi rappresentanti del mondo delle associazioni, dei dipartimenti di giustizia e di amministrazione penitenziaria, ha affrontato il tema in oggetto.
Il carcere non deve essere solo un luogo di espiazione, ma uno spazio di responsabilità, rieducazione e reinserimento sociale, come previsto dall'articolo 27 della Costituzione. Partendo da questo assunto, si è affrontato il tema cruciale della funzione della pena nel presente e nel prossimo futuro.
Se la pena penitenziaria resta l'extrema ratio, occorre potenziare le forme di esecuzione penale esterna, garantendo strumenti efficaci e credibili per chi sceglie percorsi di giustizia riparativa e di responsabilizzazione. Altra questione importante discussa è quella legata alle criticità strutturali. In particolare il tasso di sovraffollamento nelle carceri italiane, che secondo l'associazione Antigone ha superato il 135%, con oltre 63.000 persone detenute per meno di 47.000 posti realmente disponibili. In un solo anno la popolazione detenuta è cresciuta di 1.336 unità. Soprattutto nel panorama globale attuale, la sovrappopolazione carceraria contribuisce a rendere le carceri vere “accademie del crimine” dove delinquenti alle prime armi possono essere facilmente reclutati dalle reti della criminalità organizzata. È pertanto più che mai indispensabile affrontare il problema in maniera razionale e strategica. E poi, tra le difficoltà strutturali da affrontare, si è parlato delle complessità di accesso alle cure, la carenza di personale e i ritardi della giurisdizione.
Si è discusso inoltre durante il meeting su come migliorare gli spazi di vita, garantire la salute mentale e fisica, rafforzare i servizi territoriali e investire sulla formazione degli operatori. Al tempo stesso, su come sarebbe opportuno investire nei programmi di reinserimento sociale, offrendo una varietà di misure che possano sostenere il percorso individuale di ogni detenuto verso una vita nel rispetto della legge.
Tutto questo per costruire un sistema penitenziario più giusto, umano e sostenibile, capace di coniugare sicurezza e dignità. Il Giubileo 2025, con il suo significato di rinascita e riconciliazione, diventa così occasione concreta per oltrepassare la logica punitiva e aprire un cammino di rinnovamento.
a cura dell'Ufficio Stampa di Ateneo