L'Università degli Studi di Roma Tor Vergata traccia un bilancio fortemente positivo e in netta crescita strategica, consolidando uno sviluppo che vede l'Ateneo affermarsi come punto di riferimento accademico, sociale ed economico a livello nazionale e internazionale. Ecco i principali input che derivano dalla lettura del corposo Rapporto per la Sostenibilità 2025, pubblicato gli scorsi giorni.
Il posizionamento globale registra un balzo di straordinaria rilevanza nel QS World University Rankings 2026, scalando ben 38 posizioni in un solo anno per attestarsi al 355° posto mondiale (Top 23,6%), risultato che culmina poi nel QS World University Rankings 2027 con un ulteriore avanzamento di 13 posizioni: una scalata impressionante di 137 posizioni nell'arco di un ultimo decennio. Sul piano nazionale, Roma Tor Vergata raggiunge l'ottavo posto assoluto tra le università italiane, mentre le metriche legate alla sostenibilità la collocano nel top 18% mondiale del QS Sustainability (mentre lo scorso anno era nel top 20%.) e ne sanciscono il primato nell'indagine de Il Sole 24 Ore come unica università nella lista dei "Leader della Sostenibilità 2025", anche grazie ai 22 Master su temi di sostenibilità.
Questo percorso di eccellenza scientifica e gestionale trova riscontro immediato nel continuo ampliamento della comunità studentesca. La popolazione studentesca sfiora infatti la soglia delle 34 mila unità, segnando un incremento del 2,8% rispetto all'anno precedente. Contestualmente, le dinamiche di attrazione finanziaria confermano la solidità finanziaria e la reputazione dell'Ateneo: il valore economico attratto tocca quota 377 milioni di euro, con una capacità di redistribuzione verso la comunità. Parallelamente, le pubblicazioni scientifiche crescono del 3% su scala annua, con quasi il 40% delle pubblicazioni incentrato sui temi chiave dello sviluppo sostenibile e dell'Agenda ONU 2030.
Sul fronte dell'internazionalizzazione, l'Ateneo mostra una proiezione globale senza precedenti. Gli studenti e le studentesse stranieri regolarmente iscritti superano quota 4000, a cui si sommano oltre 1500 partecipanti alle mobilità internazionali. Più della metà della popolazione studentesca estera proviene dal continente asiatico, seguito da un consistente apporto dal bacino europeo, in un contesto formativo arricchito da ben 59 corsi di laurea erogati interamente o parzialmente in lingua inglese e oltre 800 accordi di cooperazione transnazionale attivi con alcune delle più prestigiose università del mondo.
Uno dei tratti distintivi e più performanti dell'Ateneo risiede nella marcata presenza e centralità della componente femminile. Le studentesse rappresentano la maggioranza della popolazione universitaria, attestandosi al 58% degli iscritti totali e raggiungendo il 60% tra la componente studentesca internazionale. La presenza femminile si conferma prevalente e in costante crescita anche nell'alta formazione dei dottorati di ricerca, dove le dottorande costituiscono il 53% del totale. Tra i banchi universitari la rappresentanza di genere evidenzia punte di eccellenza nelle Macroaree di Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia e Giurisprudenza.
I progressi sul piano dell'inclusione e della parità di genere si riflettono in modo tangibile anche nei ruoli di vertice e nelle posizioni apicali dell'organizzazione. L'amministrazione generale è guidata da una Direttrice Generale. Un organo strategico come il Consiglio di Amministrazione vede persino una presenza femminile del 75%. Sul piano accademico e della carriera docente, gli indicatori di divario registrano miglioramenti costanti: il Glass Ceiling Index del personale docente scende a 1,40, segnando un'ulteriore contrazione dello 0,8% rispetto al 2024 e testimoniando un ambiente lavorativo e scientifico sempre più equo, meritocratico e privo di barriere di genere. (news in aggiornamento)
a cura dell'Ufficio Stampa di Ateneo