Il viaggio verso la Luna si prepara a rivoluzionare il proprio sistema di navigazione grazie alle eccellenze dell'università e della ricerca italiana. Durante il nono congresso internazionale di Meccanica celeste (Celmex IX) a San Martino al Cimino, Viterbo, fisici, matematici e astronomi si sono dati appuntamento per raccoglie molte sfide ambiziose, tra cui tracciare le nuove "autostrade spaziali" tra la Terra e il nostro satellite.
Progettare le traiettorie ottimali nello spazio cislunare, la regione di spazio compresa tra la superficie della Terra e l'orbita della Luna, inclusi i punti di equilibrio gravitazionale noti come punti di Lagrange, è una vera e propria impresa scientifica. A spiegare la complessità di questo ambiente attraverso l'agenzia ANSA è Alessandra Celletti, ordinaria di Fisica matematica al dipartimento di Matematica dell'università di Roma Tor Vergata e tra le organizzatrici del congresso CELMEC, che viene riproposto ogni quattro anni dal 1993. Come sottolinea la docente, far navigare un veicolo nella regione Terra-Luna significa fare i conti con un equilibrio precario, influenzato dalle continue perturbazioni e risonanze generate dall'azione combinata di Terra, Sole e Luna. A complicare ulteriormente i calcoli intervengono le disomogeneità strutturali della Luna stessa, dove particolari concentrazioni di massa generano anomale variazioni di gravità. “Altri risultati di rilievo che saranno presentati a CELMEC”, aggiunge la professoressa Celletti, “riguardano la stabilità di pianeti ed esopianeti, i sistemi di anelli attorno a piccoli corpi del sistema solare, le strategie di mitigazione dei detriti spaziali attorno alla Terra”.
L'ateneo di Roma Tor Vergata e la comunità scientifica italiana stanno lavorando al passo con i tempi. Il prossimo autunno vedrà la nascita del gruppo di lavoro SPACEMATH, promosso dall'Unione Matematica Italiana, pronto a spingere la matematica spaziale verso nuove frontiere. Tra le novità più rilevanti discusse al convegno c'è l'ingresso dell'intelligenza artificiale, impiegata come alleata strategica per calcolare le orbite più efficienti. Uno strumento all'avanguardia che, come evidenzia la professoressa Celletti, affiancherà la ricerca scientifica, senza mai sostituire l'imprescindibile intuizione degli esperti umani, portando una disciplina dalle radici antichissime ad abbracciare il futuro dell'esplorazione spaziale.
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a cura dell'Ufficio Stampa di Ateneo