Capire come il tumore riesca a sfuggire alle difese dell'organismo e trasformare questa conoscenza in terapie più efficaci e meno invasive. È questa la sfida al centro del progetto di ricerca guidato da Francesca Nazio, professoressa associata del dipartimento di Biologia dell'università di Roma Tor Vergata, che ha ricevuto un finanziamento di 100mila dollari da The Cure Starts Now Foundation, organizzazione internazionale impegnata nella ricerca sul cancro pediatrico.
Lo studio, Riprogrammare il contesto immunitario del tumore: uso combinato di cellule NK e radioterapia nel medulloblastoma ad alto rischio, è dedicato al medulloblastoma, il tumore cerebrale maligno più comune nei bambini. Nelle forme più aggressive sono spesso necessarie radioterapie intensive che, tuttavia, non sempre riescono a evitare la ricomparsa della malattia.
La ricerca osserva come la radioterapia influenzi la risposta immunitaria, concentrandosi in particolare sul dialogo tra le cellule tumorali e le cellule natural killer (NK), una componente fondamentale delle difese dell'organismo capace di riconoscere e distruggere naturalmente le cellule malate.
I primi risultati indicano che la radioterapia può modificare le cellule di medulloblastoma, rendendole meno riconoscibili alle cellule NK. In questo processo sembra avere un ruolo importante la mitofagia, un meccanismo di controllo cellulare che permette di eliminare i mitocondri danneggiati quando la cellula è sottoposta a stress. Comprendere questi passaggi può aprire nuove prospettive terapeutiche: rafforzare l'efficacia delle terapie immunitarie e, allo stesso tempo, ridurre l'intensità dei trattamenti radianti.
“Studiare come radioterapia e sistema immunitario si influenzano è essenziale per progettare terapie sempre più mirate», spiega Francesca Nazio. “L'obiettivo è migliorare la risposta ai trattamenti intervenendo sui meccanismi biologici che permettono alle cellule tumorali di adattarsi allo stress terapeutico”.
The Cure Starts Now è una fondazione internazionale no-profit impegnata nel finanziamento di progetti innovativi contro i tumori pediatrici, con particolare attenzione alle forme cerebrali ad alto rischio. Attraverso una rete globale di ricerca, sostiene studi capaci di accelerare lo sviluppo di terapie più efficaci e migliorare le prospettive di cura per i pazienti più giovani.
a cura dell'Ufficio Stampa di Ateneo